Elisa e Marcela

CINEMATIC*PILLS | Elisa e Marcela

Per quanto possa ricordare ho avuto un’infanzia felice, poi crescendo ho iniziato a pormi delle domande e insieme alle domande è arrivato il dolore. Voto 6.3

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5 min

Review

Fotografia
6/10
Sceneggiatura
6/10
Colonna Sonora
6/10
Regia
7/10
Overall
6.3/10

CINEMATIC*PILLS | Elisa e Marcela

2019, regia di Isabel Coixet

Trama 

Elisa Sánchez Loriga e Marcela Gracia Ibeas si incontrano per la prima volta a scuola nel 1898 a La Coruna, in Galizia. Dal primo sguardo che si scambiano si comprende che la loro non è una semplice amicizia. I genitori di Marcela si accorgono di questa complicità e decidono di far finire gli studi di Marcela in Portogallo.

Il loro rapporto però non viene frenato dalla lontananza. Continuano a scambiarsi lettere che permettono anche di sciogliere i propri sentimenti e dichiararsi innamorate l’una all’altra. 

Terminati gli studi Marcela ritrova Elisa in Galizia, insieme iniziano a vivere nell’ombra la loro storia d’amore nel paese in cui vivono ma vengono comunque derise e osteggiate.

La cattiveria della gente spinge le due protagoniste a elaborare un piano per poter stare “liberamente” insieme, ma questo porterà solo ulteriori difficoltà.

Recensione

Risale al 1800 la storia vera di Elisa e Marcela, interpretate nel film da Natalia de Molina e Greta Fernández, due donne legate da un intimo affetto reciproco che va oltre l’amicizia. Dal loro primo incontro il loro amore non ha fatto altro che crescere. Un amore per il quale, per tutta la vita, hanno dovuto combattere, nascondersi e mentire. Un amore senza il quale non avrebbero potuto vivere. 

La regista Isabel Coixet vuole, con questo film, stimolare un dialogo sul tema delle discriminazioni, per affermare un concetto di amore che va al di là delle convenzioni: tutti devono essere liberi di amare chi desiderano senza per questo essere giudicati. La produzione e distribuzione attraverso la piattaforma Netflix, favorisce la nascita di un dibattito a livello globale poiché permette che il film possa essere visto in tutto il mondo, anche in quei luoghi in cui alcuni diritti ancora non sono riconosciuti.

Gradita la scelta del bianco e nero che garantisce alla storia di non essere necessariamente collocata in uno spazio temporale definito, potrebbe infatti rappresentare una storia avvenuta ai giorni nostri. 

La storia narrata è delicata, intima e romantica. Con rispetto e finezza si descrive un amore fatto di sguardi e silenzi per paura di chi non comprende; il 1800 d’altronde è un’epoca in cui nulla di tutto quello che si vede nel film poteva, purtroppo, essere accettato.

Elisa e Marcela per difendere il loro amore sono costrette a fingere di essere altro da ciò che sono per poter essere accettate. 

La regista ruota, con finezza, intorno alle scene di sesso e delicato erotismo che lega le due donne. Scelta azzeccata dal momento in cui quelli sono gli unici istanti in cui esse possono vivere i loro sentimenti, essere se stesse, sfiorarsi e guardarsi davvero. 

Non si può non citare l’immagine del polpo, un simbolo della terra della Galizia, e un simbolo anche all’interno del film. La sua prima inquadratura si verifica alla fine del piano sequenza più bello del lungometraggio in cui si comprende l’affinità che lega due donne, per poi essere utilizzato in veste più erotica tra i due corpi nudi di Elisa e Marcela che delicatamente si sfiorano.

Pro e Contro 

Non è stato un film che mi ha sbalordito. Leggendo la trama ci si aspetta di vivere emozioni intense, ma non accade. Anche l’uso delle musiche, che funziona solo da accompagnamento, si lega unicamente allo scorrere delle immagini, non ci parla dei personaggi, delle vicende o dei sentimenti. 

Alcune scene poi non trovano una collocazione adeguata all’interno della storia mentre altre scorrono troppo frettolosamente, soprattutto all’inizio del film. Per tutti questi motivi lo spettatore vive con distacco l’intimità delle due protagoniste, ma allo stesso tempo prova una certa curiosità. C’è molto di “non detto” in questo film: è questo, a mio parere, il limite più grande.

Disponibile su Netflix.

Trailer

Immagine di copertina:
wall:in media agency


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Genovese doc e aspirante tuttologa. Tra diverse lauree e studi, dal mondo umanistico a quello medico/sanitario, nel 2019 fonda con Arianna e Silvia l'associazione culturale MIXTA. Amante di cibo, chiacchiere e vino le sue più grandi passioni sono l'arte e il cinema. Motto: un film al giorno toglie il medico di torno.

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