UrbanWOOD

UrbanWOOD. Il verde in città è un’azione politica

Non si tratta “solo” di una battaglia per l’ambiente, ma di rivendicare il proprio diritto alla salute e, perché no, anche alla bellezza.

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UrbanWOOD è un’azione puntuale, è un progetto che agisce sulla micro scala urbana, ovvero quella di quartiere, però, con la sua proposta di “foresta urbana”, è la manifestazione di una necessità condivisa a livello nazionale e globale. Il progetto in città si fa portavoce dell’esigenza di integrare sistematicamente il verde urbano nella pianificazione territoriale, a partire dagli spazi pubblici di quartiere.

Con UrbanWOOD cento nuovi alberi della macchia mediterranea, tra gelsi, carrubi, corbezzoli, melograni, sughere, aranci e oleandri, vengono piantati a Voltri, in alcune aree limitrofe alla Passeggiata a mare Roberto Bruzzone.

La stessa passeggiata che nel 2018 aveva subito gravi danni a seguito della mareggiata. Il progetto però risale all’anno prima: infatti era già stato approvato quattro anni fa.

Il progetto, come si presenta ad oggi, è il risultato di un adattamento alle attuali condizioni in cui verte la passeggiata, che è ancora in attesa di una riqualificazione dal punto di vista strutturale.

La piantumazione degli alberi è un primo segno che contribuisce a dare visibilità alla necessità di un litorale che sia fruibile da parte di tutta la cittadinanza.

La Passeggiata a mare è infatti uno spazio pubblico di vitale importanza, e la presenza di alberi crea nuove aree di comfort urbano, inserite negli spazi residuali a monte.

UrbanWOOD
Planimetria assetto arboreo UrbanWOOD. Immagine di Silvia Cama e Augusto Audissoni di laboratorio [zerozoone]

Il progetto

Il progetto UrbanWOOD è di laboratorio [zerozoone], promosso dall’associazione Ponente che Balla e sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso il “Bando Cittadino Albero”, in partenariato con l’associazione Utri Mare, il Municipio VII Ponente e la Rete L.E.T. (Laboratori Educativi Territoriali).

L’idea è nata dall’associazione Ponente che Balla, che, durante gli eventi che ha organizzato negli anni di promozione culturale del territorio, ha raccolto proposte provenienti dalla cittadinanza locale e ha dato voce a un desiderio comune di aumentare le zone di ombra nella fascia litoranea. 

UrbanWOOD
Render del progetto UrbanWOOD terminato. Immagine di Silvia Cama e Augusto Audissoni di laboratorio [zerozoone]

L’iniziativa è nata quindi da una realtà umana e associativa viva e partecipativa, ricca di valori comuni e consapevole del valore dello spazio pubblico. 

La diffusione strategica del verde pubblico nell’area urbana, come quella proposta da UrbanWOOD, costituisce un’azione concreta a favore della conversione ecologica delle nostre città in risposta alla crisi ambientale e sociale attuale.

È un’azione puntuale, ma anche un’occasione per ragionare su “che città desideriamo per il nostro futuro?”

Se queste azioni puntuali diventassero parte di ragionamenti sistemici, si potrebbe andare ad agire sul tessuto urbano integrando gli interventi urbanistici con azioni di rimboschimento. Non è quell’albero in più piantato al centro di una piazza o lungo una passeggiata che risolverà il problema della sostenibilità ambientale, ma ogni elemento verde aggiunto equivale a un passo in avanti verso la sostenibilità, perché è cambiando la mentalità che si può cambiare la qualità della vita in città. 

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Posted by Facebook on Friday, December 5, 2014

Avete mai sentito parlare del fenomeno dell’isola di calore urbano?

Il Ministero della Salute, nelle sue “Linee di indirizzo su ondate di calore e inquinamento atmosferico (2019), dedica ad esso (Urban heat island-UHI) un capitolo, spiegando come sia “dovuto alla maggiore capacità delle aree urbane, di catturare le radiazioni solari e di conservare il calore nelle ore diurne e di rilasciarlo nelle ore notturne a causa delle superficie asfaltate e dei materiali edilizi che impediscono la naturale traspirazione. […] L’UHI è più evidente nelle ore notturne quando le città risultano più calde delle aree rurali circostanti.”

Il fenomeno è dovuto alla cementificazione delle aree e alle attività antropiche.

Il Ministero della Salute continua suggerendo che “un programma strutturale a lungo termine dovrebbe prevedere strategie per ridurre l’effetto ‘isola di calore’ urbano, o, più in generale, disegnare modelli di città adatte agli emergenti disagi climatici.”

Nel documento si afferma quindi che “la riduzione degli effetti delle isole di calore urbano risulta essere una sfida molto importante di questo secolo” e, tra le differenti modalità in cui può essere affrontata a livello di interventi di pianificazione del territorio e di edilizia urbana, indica proprio “una progettazione più funzionale intervenendo a livello di città, quartiere o singolo edificio”.

Volutamente ho citato il Ministero della Salute e non il Ministero dell’Ambiente, sarebbe stato considerato forse troppo “di parte”. Parlando di salute, invece che di ambiente, a volte il messaggio può arrivare più diretto: ci si sente toccati più da vicino.

Magari il tema dell’ambiente non ci interessa e probabilmente in un periodo di pandemia mondiale non vorremmo nemmeno più sentire parlare del Ministero della Salute: allora alleggeriamo il tema, alleggeriamo il fardello. 

Parliamo di bellezza, di spensieratezza

Jan Gehl, architetto e consulente di progettazione urbana danese, fondatore di Jan Gehl Architects con sede a Copenaghen, afferma nel suo libro “Cities for people” (Island Press, 2010) che gli alberi hanno qualità estetica, che gli elementi verdi hanno una funzione simbolica nelle città.

Il verde trasmette una sensazione di introspezione, invita a rilassarsi, a concedersi un momento ricreativo. Jan Gehl Architects sono ad oggi tra i referenti a livello mondiale nel tema del miglioramento della qualità della vita urbana, orientando la progettazione della città verso il pedone e il ciclista. 

Pensiamo quindi alla bellezza, alla salute, all’ambiente e promuoviamo, sosteniamo e pretendiamo azioni di piccola, media e grande scala verso uno sviluppo sostenibile e verde per le nostre città del domani, partendo già dall’oggi. 

UrbanWOOD è come un seme.

Immagine di copertina:
Illustrazione di Martina Spanu


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Genovese di nascita e di cuore, latino-americana nell’anima e spagnola di adozione. Nel ruolo di architetto si occupa di progettazione partecipativa di processi urbani, architettonici e comunitari. Ha vissuto e lavorato tra Europa e Sud America. Le piace fotografare gente, città, città con la gente.

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