Sessualità

UNA PSICOLOGA IN CITTÀ | Gli universi della sessualità: destinati a unirsi o a non incontrarsi mai?

Si dice che gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere e che servano manuali d’istruzioni per comprendersi. È davvero così?

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Si dice che gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere e che servano manuali d’istruzioni per comprendersi. È davvero così? Un po’ come accade nel mondo animale tra cani e gatti: non è che non possano andare d’accordo, è che non capiscono i messaggi che inviano i loro differenti linguaggi del corpo.

Scodinzolare per il cane è sinonimo di gioia e desiderio di interagire, per il gatto è un segno di difesa; finché non capiranno che hanno un vocabolario corporeo differente, non sapranno convivere in armonia.

Cosa accade invece tra uomo e donna?

Oggi spesso si cerca di appiattire le differenze tra il maschile e il femminile, la diversità tra i generi è molto meno netta rispetto alle generazioni precedenti, tuttavia è importante non dimenticarsi che esistono alcuni aspetti naturalmente differenti, seppure valga sempre la regola che generalizzare non sia la strada giusta.

Alcuni autori hanno posto l’accento sull’immaginario comune, nel quale per le donne conterebbe più il romanticismo e per gli uomini il sesso.

Spesso l’uomo viene giudicato in maniera negativa perché rivolge più pensieri al sesso, quando per l’universo maschile l’eccitazione sessuale è tipicamente una chiave per accedere ai sentimenti.

Un altro luogo comune è che le donne non abbiano lo stesso desiderio sessuale degli uomini e che anelino solo ai baci davanti a un tramonto mozzafiato. In realtà entrambi attribuiscono una grande importanza al sesso, semplicemente, sempre secondo la vulgata, ci arrivano da due strade diverse: la donna prova desiderio sessuale se riceve tenerezza, mentre l’uomo prova tenerezza attraverso il rapporto sessuale.

Si è sempre pensato che l’errore di comunicazione stesse proprio qui: l’uomo che non si rende conto del reale bisogno di romanticismo della donna e quindi può pensare che la donna si stia negando, quando invece starebbe solo avanzando la sua necessità di sentirsi amata e corteggiata; alla stessa maniera, quando la donna non asseconda sessualmente l’uomo, questo si dovrebbe sentire rifiutato e tendere alla chiusura.

Con una migliore intesa a letto migliorano improvvisamente anche tutti gli altri aspetti del rapporto. Essendo appagato sessualmente, l’uomo comincia a provare più amore

John Gray, Marte e Venere in camera da letto, 1995

E di riflesso la donna, comincia a ottenere più amore; automaticamente la comunicazione e l’intimità migliorano e si intensificano.

Il cambiamento

Molte persone si troveranno d’accordo con questo modo di pensare, ma è fondamentale non perdere di vista il grande cambiamento che si è verificato negli ultimi anni: in un articolo del The New York Times, apparso dopo l’uscita del libro di Daniel Bergner (Che cosa vogliono le donne. Contro i luoghi comuni su sesso e tradimento, pubblicato in italiano da Einaudi), si legge: “È avvenuto un cambiamento culturale. Per qualche ragione la vecchia favola del maschio libidinoso e della donna indifferente al richiamo sessuale non tiene più.”

La ricercatrice Meredith Chivers ha condotto uno studio nel 2015 in cui ad alcune volontarie (di differenti orientamenti sessuali) veniva richiesto di guardare scene erotiche di diverso genere (sia etero che gay) della durata di 90 secondi; erano munite di un pletismografo inserito nella vagina, per misurare l’afflusso di sangue, e anche di una tastiera sulla quale indicavano il proprio grado di eccitamento.

In tal modo la ricercatrice poteva avere a disposizione dati oggettivi e soggettivi, fisiologici e autoriferiti.

La cosa più interessante è stata che i dati del pletismografo non combaciavano affatto con quanto scritto dalle volontarie, inumeri oggettivi di Chivers che rilevavano l’ampiezza vaginale in risposta agli stimoli visivi aumentavano indipendentemente da chi fosse sullo schermo e da ciò che facesse. La libido era catalizzata, il flusso sanguigno aumentato, i capillari pulsavano ad ogni immagine (link).

Questo esperimento vuole dimostrare che molto probabilmente la sessualità femminile è sempre stata colma di impulso, eccitazione e desiderio, come del resto quella degli uomini, ma le donne hanno imparato a inibirla e a reprimerla.

Si sono convinte che ciò che percepivano non fosse qualcosa da “ascoltare”.

Dichiarare un’immagine non eccitante quando il proprio corpo reagisce eccitandosi porta a una scissione: porta a non manifestare i propri desideri sessuali e a far credere di avere un livello di desiderio inferiore a quello dell’uomo. La sessualità femminile forse non è cambiata rispetto al passato, ma probabilmente la sua manifestazione sta cambiando.

A favore di questo pensiero un grande contributo è stato offerto da un’artista venezuelana, Maryangel Garcia, le cui opere sono state esposte per la prima volta in Italia nel 2018, presso la galleria Prisma Studio di Genova. La sua arte vuole rivendicare la politica del corpo femminile cosciente, disinibito, un’espressione della sessualità libera, in un contesto attuale in cui la donna è spesso costretta a negare il piacere e la vista dei genitali è ancora un tabù.

Forse Venere e Marte non sono mai stati lontani, ma solo oggi si ha il coraggio di dirlo.

Immagine di copertina:
Foto di Dainis Graveris


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Psicologa e psicoterapeuta di approccio analitico-bioenergetico, lavora presso il suo studio nel centro di Genova. La sua frase guida è quella scritta da Baricco: “Sapeva ascoltare, e sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso.”

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