Mototerapia

Un dono chiamato Mototerapia

Chi riceve un dono tipicamente prova una forte sensazione chiamata felicità. A volte, però, questo termine è a dir poco riduttivo.

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Diciamocelo chiaramente, sono situazioni ormai frequenti quelle in cui sono coinvolte persone che si fanno male a vicenda. Tuttavia, ci sono ancora persone che hanno deciso di dedicare la propria vita al bene degli altri, coinvolgendo anche le proprie passioni e uscendo fuori dagli schemi di una vita considerata “normale”. Vi racconto la storia di Vanni Oddera, campione di motocross e freestyler, nato e cresciuto in un paesino dell’appennino ligure, tra Genova e Savona. La Mototerapia

Vanni coltiva fin da piccolo la passione per le moto da cross e, da quando a quindici anni finalmente riesce ad ottenerne una, ci vuole ben poco tempo per far sì che la sua passione si trasformi nel suo lavoro e che la sua vita si circondi di moto, feste, ragazze e divertimento.

Poi però, a Mosca succede qualcosa, qualcosa che cambia la sua vita per sempre. Con l’intento di recarsi a una festa dopo una sua esibizione, Vanni sale a bordo di un taxi, guidato, con l’ausilio di particolari apparecchiature, da una persona senza gambe.

Guidava con degli strani aggeggi ed era evidentemente incontinente, ma anziché fare l’elemosina guidava un taxi superando la sua stessa vergogna. Capii che io avevo tutto. Gli ho dato tutti i soldi che avevo in tasca e mi sono fatto riportare indietro.

Vanni Oddera, SkySport

Il giovane campione avverte così l’esigenza di donare qualcosa agli altri e, per farlo, sceglie la sua più grande passione, dando vita alla Mototerapia.

Da quel giorno Vanni viaggia, organizzando più di 50 tappe completamente gratuite all’anno, all’interno di reparti ospedalieri (tra cui anche i reparti di ematologia e oncologia del Gaslini) esibendo le sue abilità in sella alla moto ed invitando i pazienti malati a salire a bordo.

Inizio a saltare e loro sentono la botta dentro la rampa di lancio, l’aria che si sposta, l’atterraggio, il volo. In quel momento loro mi vedono come un supereroe, colorato, che vola. Quando finisco, tolgo il casco, torno la persona che ero prima e li invito a salire in moto con me. Salgono tutti. Tutti. Ragazzi disabili, autistici, faccio guidare anche i bambini ciechi: loro tengono la moto, io la direziono con il corpo.

Vanni Oddera

Difficile immaginare la felicità di un bambino sfortunato nel salire a bordo di una moto da cross. Difficile anche immaginarsi come ciò possa accadere in questo particolare periodo storico, in cui il virus ci impone il cosiddetto “distanziamento sociale”.

Ma non preoccupatevi, Vanni ha pensato a tutto.

Ecco quindi Mototerapia take away, il progetto attraverso il quale il freestyler si reca direttamente nelle abitazioni delle persone più sfortunate, rispettando tutte le misure di sicurezza e regalando emozioni a bambini e ragazzi gravemente malati.

Emozioni che potrete provare anche voi, semplicemente guardando il video qui sotto postato su Instagram proprio da @vannioddera.

Le ultime tappe sono di questo progetto sono state proprio ieri a Celle Ligure, Savona e Varazze.

In una di questa, una ragazza malata di nome Chiara ha addirittura provato a surfare a Tahiti comodamente dal proprio salotto, grazie all’ausilio di un simulatore e di un visore 3D.

In un momento così grigio, in una situazione cosi difficile, sono questi episodi che ci devono dare la forza nel credere che un cambiamento positivo possa veramente avvenire.

Grazie a Vanni.
Grazie a chi, ogni giorno, dona qualcosa agli altri.

I WAS BORN 36 YEARS AGO

I was born.Dario Bologna + Giulia Salvi

Gepostet von Vanni Oddera am Freitag, 18. November 2016
Vanni Oddera on Facebook

Immagine di copertina:
Instagram di Vanni Oddera


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Classe 1995, nato e cresciuto a Genova, laureato magistrale in Data Science and Engineering presso l’Università degli Studi di Genova e consulente tra Genova e Milano in ambito tecnologico e di business. Viaggiatore e appassionato di musica, nel 2019 ha fondato The Black Bag, un’associazione che si occupa di contrastare l’inquinamento sul territorio attraverso la raccolta, il riciclo e il riutilizzo di rifiuti e plastica.

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