Musei di Strada Nuova

Musei di Strada Nuova in versione capsule collection

Palazzo Bianco ha riaperto al pubblico con un incantevole percorso mignon, per un’estate dedicata al rinnovamento dei Musei di Strada Nuova.

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Tra i protagonisti delle riaperture museali genovesi campeggiano su tutti i Musei di Strada Nuova. Le collezioni conservate nei due palazzi Brignole-Sale, meglio noti come Palazzo Rosso e Palazzo Bianco, sono state riaperte al pubblico a partire dal 5 giugno con un allestimento nuovo, che raccoglie in un unico percorso super concentrato le perle dei due musei.

In effetti, Palazzo Rosso è correntemente chiuso alle visite e in via di rifacimento dal 10 dicembre 2019 per i tanto attesi interventi di adeguamento strutturale, che dovrebbero anche comportare una nuova disposizione delle opere con (non meglio specificate) integrazioni di carattere multimediale. Quindi a Palazzo Rosso, con o senza pandemia, non si può entrare.

Musei di Strada Nuova
Bernardo Strozzi, La cuoca, 1625, olio su tela

Per quanto riguarda gli spazi di Palazzo Bianco, attualmente sono accessibili soltanto il primo piano e il giardino che lo collega a Palazzo Tursi.

Il percorso di mostra si sviluppa su otto stanze e ha un andamento circolare, pensato per non creare assembramenti o ingorghi di persone, nonostante gli accessi alle aree visitabili siano parecchio stretti. Ad ogni modo, il personale interno è vigile e molto scrupoloso nel far rispettare le norme eccezionali per la fruizione.

Le opere sono rappresentative del meglio che le due sedi museali hanno da offrire e dipinge in modo conciso le grandi tematiche delle collezioni: la pittura genovese tra XVI e XVII secolo, la scuola veneziana, il caravaggismo.

Musei di Strada Nuova
Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, Cleopatra morente, 1648, olio su tela

Ogni stanza accoglie poche opere, mirate a illustrare la grandezza di Genova e la sua rilevanza come polo culturale in età tardo rinascimentale e barocca: si rimane a bocca aperta di fronte all’incredibile bellezza dei Cambiaso, Castello, Veronese, Caravaggio, Vouet, Guercino, Strozzi, Palma il Giovane, per citarne alcuni. Un’infilata di nomi eccellenti che fa brillare gli occhi a qualunque appassionato di arte e di storia.

Purtroppo, una certa noncuranza tipicamente italiana macchia la visita di qualche inconveniente poco elegante, a partire dal giardino pensile poco curato e con i camminamenti sporchi, o le luci che in alcune sale fanno le bizze e non consentono una visione rilassata delle opere. Insomma, considerata la brevità della visita e il prezzo del biglietto (che non è stato ritoccato rispetto al pre-covid), si tratta di intoppi difficilmente giustificabili.

Ciò non toglie che la maestosità delle opere valga sempre la pena di essere ammirata e – senza ombra di dubbio – tenuta in maggiore considerazione dal pubblico locale e non. Ché Genova non è sinonimo solo di pesto e focaccia, ma anche e soprattutto di arte e magnificenza.

Immagine di copertina:
Palazzo Bianco. Foto di Postcrosser


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Un passato da ballerina, un presente da laureata in Storia dell’arte contemporanea, ambizioni da superstar. Non esce di casa senza rossetto, un libro in borsa e il fiatone di chi è sempre in ritardo. Si diletta a organizzare il Cotonfioc Festival e a tradurre testi d’arte dall’inglese.

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