Alberi e verde a Genova

Genova è la città metropolitana con più territorio ricoperto da alberi*

*piano con gli entusiasmi, ora vediamo perché.

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Iniziamo questo articolo con una bella interrogazione: città e città metropolitana sono la stessa cosa? No. Città metropolitana è il nome che è stato attribuito a 14 province italiane in seguito all’emissione della legge Delrio del 2014. 

Nel caso di Genova, l’area della città metropolitana coincide con quella della vecchia provincia, delimitata a Nord dalla provincia di Alessandria, Parma e Piacenza, a Ovest da quella di Savona e a Est da quella di La Spezia, con una densità abitativa di 443 abitanti per km2.

E il comune?

Il comune invece è abitato in proporzione da molte più persone, che spalmate sullo spazio disponibile diventano 2.332 abitanti per km2.

Soffermiamoci sulla densità abitativa. 443 abitanti per km2 contro 2.332, duemilaetrecentotrentadue, è un numero esorbitante. Ciò significa che se in un metro quadro di città metropolitana ci sta una persona sola, larga e comoda, nell’equivalente area della città-comune ci stanno ben cinque persone, pestandosi magari anche un po’ i piedi. Un po’ come accade sul regionale Voltri-Nervi alle 7:30 del lunedì.

Teniamo a mente questa immagine e passiamo oltre

A novembre 2021 il Ministero della Transizione Ecologica ha emesso un bando per la riforestazione delle 14 province italiane, ponendo l’obiettivo di piantare 6,6 milioni di alberi entro il 2024 sfruttando i fondi del PNRR. A inizio maggio 2022, il MITE ha pubblicato uno studio di OpenPolis nel quale sono riportati i dati riguardanti la copertura arborea nelle città metropolitane. 

Alberi e verde a Genova
Fonte OpenPolis

Nell’immagine sopra vediamo che Genova si è conquistata un bel puntone verde che attesta che il 72% della propria superficie è coperto da alberi, prati o parchi. Sul podio alle nostre spalle si posizionano Firenze (58%) e Reggio Calabria (48%).

(Leggo velocemente il vostro pensiero. Reggio Calabria? Sì, Reggio Calabria. Sappiate però che essa è l’unica città metropolitana in Italia a includere nella propria area un parco naturale, quello dell’Aspromonte.)

Ora vorrei che guardaste con attenzione un’altra infografica: 

Come potete osservare, la copertura arborea di quella che è l’area del comune di Genova è ben inferiore di quella delle aree circostanti.

Proseguiamo l’interrogazione: cosa non va in questi titoli?

Alberi e verde a Genova
Fonte: Collage titoli IlSole24Ore, Primocanale, Genova24

Oltre all’aggettivo green che a mio avviso è aberrante – ma si tratta di gusto personale – c’è un fatto ben peggiore. I titoli sono incompleti. Manca un asterisco accanto alla parola città che rimandi alla parola mancante, metropolitana.

In realtà poi nei rispettivi articoli viene menzionata in maniera sbrigativa l’area di riferimento, confondendo spesso città metropolitana e comune. 

Ecco che allora nei giorni successivi alla pubblicazione dello studio di OpenPolis sono decollati articoli ricchi di entusiasmo, sono piovuti giubili di complimenti e sono arrivate persino dichiarazioni di orgoglio da parte del Sindaco.

Ma volete sapere quante sono in realtà le aree verdi disponibili nel comune di Genova?

Secondo un rapporto di Coldiretti, a fronte di un valore medio italiano di 32,8 metri quadrati di verde urbano per abitante, Genova si attesta maglia nera con solamente 6,3 metri quadrati per abitante. La situazione precipita se analizziamo il verde dei giardini scolastici: 5 metri quadri per minore in Liguria e ben 2 metri quadri per minore nella città di Genova.

Per chi ama spulciare i dati, allego un file Excel che raggruppa una serie di indicatori riguardanti il verde urbano per le maggiori città italiane.

Non siamo contenti? Vogliamo approfondire ancora? 

Il 28esimo rapporto Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia analizza 105 città italiane stilando una classifica in base alle performances ambientali. Oltre alle concentrazioni di inquinanti, vengono riportati parametri socio-ambientali quali isole pedonali, consumo del suolo, gestione della rete idrica, mobilità sostenibile e gestione rifiuti. 

Ecco, la bella Zena si classifica 62esima per metri quadri di verde urbano per abitante e 76esima per alberi (in aree di proprietà pubblica) per 100 abitanti.

Non un gran risultato, ammettiamolo.

Va riconosciuto che viviamo in un territorio privilegiato: il cemento urbano può essere fuggito agilmente sia spostando lo sguardo a sud, immergendosi in mare, sia a nord, scalando le cime che abbracciano il perimetro della città. Sopperiamo alla carenza di verde urbano rifugiandoci sui monti, in modo metaforico e non.

Ma gli alberi in città, e il verde in generale, servono. Alla nostra salute fisica e mentale. Ad assorbire per esempio gli inquinanti che emettiamo continuamente, anidride carbonica in primis, ma anche tutti i sottoprodotti di combustione (fumi, porto e smog vi dicono qualcosa?); riequilibrare i livelli di ozono buono, quello stratosferico, che blocca i raggi pericolosi per la nostra pelle.

Insomma il verde urbano è fondamentale per contrastare il cambiamento climatico e a migliorare la qualità della vita dei residenti. Magari approfondirò questi temi in un articolo dedicato.

E allora come aumentare quei miseri 6,3 metri quadrati?

Un buon punto di partenza sarebbe quello di sfruttare maggiormente le aree già esistenti. Nel conteggio del verde urbano infatti figurano anche aree abbandonate – semi o del tutto – che di fatto potrebbero portare un beneficio globale ai residenti.

Rimettere a nuovo parchi caduti nel dimenticatoio, pulire e attrezzare aree pubbliche lasciate al proprio destino.

Perché riforestare e piantare da zero è un’azione assai nobile, ma partire dal basso cominciando a rendere frequentabili aree già esistenti è sicuramente un ottimo modo per restituire salute e benessere ai genovesi.

Prima di esultare per una classifica. Prima ancora di gioire per i fondi che arriveranno per creare e aumentare, puntiamo a migliorare quel poco che già abbiamo. Inconsapevolmente. Per fortuna.

Immagine di copertina:
Foto di Paolo Trabattoni


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Ha una laurea in chimica ma (al momento) non la usa, nel frattempo continua a studiare nel ramo dell’ambiente. Agonista da 13 anni, oggi finalmente vive del suo sport. Scappata da Genova per 3 anni e ritornata con la voglia di scoprirla davvero: l’esser zeneise è una croce che va portata con onore. Ama i dinamismi ed i collegamenti trasversali. Selvatica, un po’ come la sua terra.

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