Mr. Nobody

CINEMATIC*PILLS | Mr. Nobody

In tutte quelle vite quale è quella giusta? Ognuna di quelle vite è quella giusta, ogni percorso è il giusto percorso, ogni cosa avrebbe potuto essere un'altra e avrebbe avuto lo stesso profondo significato. Voto 9.1

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11 min

Review

Fotografia
8/10
Sceneggiatura
9.5/10
Colonna Sonora
10/10
Regia
9/10
Overall
9.1/10

CINEMATIC*PILLS | Mr. Nobody

2009, regia di Jaco Van Dormael

Una recensione diversa dal solito in onore del mio film preferito: Mr. Nobody di Jaco Van Dormael del 2009.

Un film di certo non immediato e di facile lettura ma che vale la pena vedere anche più di una volta.

Purtroppo questo film non è mai stato mandato sugli schermi dei cinema italiani, ma grazie alla piattaforma Netflix vorrei obbligare ognuno di voi a vederlo. Premetto che, non essendo un film immediato, la trama e la recensione sottostanti potrebbero essere di più difficile lettura per chi non lo avesse mai visto. (Motivo in più per vederlo stasera)

In tutte quelle vite quale è quella giusta? Ognuna di quelle vite è quella giusta, ogni percorso è il giusto percorso, ogni cosa avrebbe potuto essere un altra e avrebbe avuto lo stesso profondo significato.

MR NOBODY

È in queste parole, pronunciate da Nemo Nobody alla fine del film, che risiede l’intimo significato di tutta la storia.

Ma chi è Mr Nobody? Nemo è un ricco uomo con famiglia e figli, è un fotografo vedovo che butterà le ceneri della moglie su Marte, è un giovane che attende di incontrare di nuovo il vero amore, è un padre di famiglia che si prende cura della depressione della moglie e ancora un ragazzo che entra in coma dopo una caduta in moto dopo essere stato rifiutato dalla ragazza che pensava di amare.

Di tutte queste vite, non si sa quale sia quella vera. Noi le conosciamo tutte grazie al Nemo di 118 anni, l’ultimo mortale che è destinato a morire in un mondo in cui si è scoperta l’immortalità attraverso la telomerizzazione: il rinnovo infinito di cellule.

La trama è molto complicata da seguire e il film stesso non è facile da comprendere nell’immediato, ma dal momento in cui lo si percepisce non si può fare a meno di rivederlo più e più volte (questa se non erro è la mia ottava volta).

Nemo Nobody è un bambino a cui l’angelo dell’oblio, prima di nascere, non toccò le labbra.

Questo, secondo la visione cristiana (che non è l’unica interpretazione che può essere data al film), comportò la non dimenticanza di tutto quello che può succedere: più e più volte infatti Nemo affermerà di riuscire a vedere il futuro, anche se in realtà di questo non avremo mai assoluta certezza.

Il film si concentra principalmente sull’analisi della scelta, di cosa può voler dire scegliere e su tutte le possibilità che una scelta o una non-scelta possono comportare perché “finché non scegli tutto rimane ancora possibile”. Tutte quelle possibili vite di Nemo si ramificano dal momento in cui, all’età di nove anni, viene posto dinanzi ad una impossibile scelta: i genitori divorziano e alla stazione del treno prima di andarsene la madre chiede a lui chi ha scelto: la madre o il padre.

Con i tasti del pianoforte come sottofondo Nemo inizia a correre per raggiungere la madre sul treno in partenza: in una vita Nemo sceglie di salire sul vagone con lei, in un’altra rimane con il padre.

La prima grande scelta della sua vita riguarda l’amore più grande, quello per i propri genitori.

Le successive scelte che porteranno ad aprire diverse possibili vite riguarderanno sempre l’amore, ma si passerà dall’amore per la madre e il padre, all’amore per una donna.

Le donne che, nelle diverse vite, prenderanno un posto di fianco alla figura di Nemo sono tre, ognuna delle quali vede prevalere un’emozione o vizio particolare associato poi anche ad un colore. Vizio e colore che non sono altro che le emozioni e sentimenti che risiedono all’interno di Nemo stesso.

Elise, caratterizzata dal colore blu e dalla depressione e dalla tristezza, è la donna di cui Nemo si innamora in Gran Bretagna, mentre si prende cura del padre malato. Elise stessa aprirà le porte alla scelta di ulteriori 3 possibili vite dopo aver rifiutato Nemo perchè innamorata di Stefano: Nemo che, al rifiuto, va via, cade in moto e finisce in coma; Nemo che rimane con lei e decide di sposarla (vita che porterà Elise ad abbandonare lui e i loro figli oppure alla morte di lei lo stesso giorno del matrimonio); e Nemo che rifiutato decide di sposare la prima ragazza che quella stessa sera, a una festa, avrebbe ballato con lui : Jin, vestita di giallo, con la quale, spinto dall’avarizia, diventerà ricco e infelice.

Anna è la terza donna che fa parte delle vite di Nemo. Tutte le vite di Nemo in un modo o nell’altro si incroceranno sempre con la figura di Anna, caratterizzata dal colore rosso e che scopriremo rappresentare il vero amore. Anna è la stessa bambina che Nemo incontra all’inizio del film in piscina, e che riconosce poi come la figlia dell’amante della madre.

La vita di Nemo che lo vede salire sul vagone con la madre lo porta in America e qui, intorno alla prima adolescenza, si trasferiranno con loro anche Anna e suo padre (nuovo fidanzato della madre). Anna e Nemo si innamorano e alla separazione dei loro genitori e alla quindi forzata partenza di Anna per New York, si promettono di aspettarsi per sempre. Riusciranno nuovamente a incontrarsi ma Nemo la perderà di nuovo a causa di un temporale che bagnerà il foglio in cui lei gli scrisse il suo numero di telefono.

Le scelte

Il significato della scelta sta nella consapevolezza che ogni scelta che si compie, qualsiasi percorso essa comporti, è degna di essere vissuta a pieno. Lo stesso Nemo, l’ultimo mortale, afferma più volte di aver paura di non aver vissuto abbastanza, questo perché probabilmente nonostante quale sia stata la scelta, la cosa più importante era riuscire a viverne a pieno ogni istante.

Ma la domanda che ci poniamo alla fine del film è anche: Nemo ha davvero vissuto una di queste vite?

Il bivio a cui Nemo si trova di fronte a nove anni, se scegliere di rimanere con il padre o di partire con la madre, è da considerarsi un potere enorme e terrificante, perché pone un ragazzino di soli nove anni come unico e solo artefice di una di tutte quelle possibili vite.

Probabilmente Nemo, messo di fronte a tutte quelle possibilità e conoscendole tutte, ha deciso di non scegliere: tutto quello che c‘è stato potrebbe essere stato vissuto solo all’interno della sua immaginazione.

Prima non era in grado di fare una scelta perchè non sarebbe stato in grado di sapere che cosa gli sarebbe capitato, adesso che sa quello che gli capiterà è incapace di fare una scelta.

Per quel mondo allora probabilmente Nemo non è esistito perché non è stato in grado di scegliere, si è fermato prima; questo forse arriva ad identificare l’essere quello che si è come l’insieme delle scelte fatte nel corso della propria vita.

Se non abbiamo scelto l’unica cosa che può esserci capitata è quella di aver lasciato davanti a noi infinite possibili vite, ognuna delle quali sarebbero state giuste da vivere, ma che non abbiamo avuto il coraggio di affrontare.

Il Tempo e l’Acqua

I temi e le varie interpretazioni di questo film sono molteplici. Abbiamo descritto inizialmente la visione cristiana da cui la capacità di Nemo di “poter vedere” quelle vite.

Altra interpretazione si riferisce al pensiero determinista che prevede che ogni possibile avvenimento futuro è determinato da leggi fisiche. Ma tra i temi di maggior rilievo ci sono il tempo e l’acqua. Tutto sembra essere sancito da questi due elementi.

Il tempo è avvertito in una sola direzione, non può tornare indietro, e questo fa sì che ogni scelta sia irripetibile, quindi unica, e ad ogni scelta ne sussegua continuamente un’altra, anch’essa irripetibile.

L’importanza dell’acqua si percepisce da subito: tutti i momenti significativi delle vite di Nemo che portano a un cambiamento o ad una curiosità sono legati a questo elemento. Può essere percepito forse come un simbolo di cambiamento che può riuscire a portare Nemo da qualche altra parte.

Disponibile su Netflix.

Trailer

Immagine di copertina:
wall:in media agency


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Genovese doc e aspirante tuttologa. Tra diverse lauree e studi, dal mondo umanistico a quello medico/sanitario, nel 2019 fonda con Arianna e Silvia l'associazione culturale MIXTA. Amante di cibo, chiacchiere e vino le sue più grandi passioni sono l'arte e il cinema. Motto: un film al giorno toglie il medico di torno.

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