Casa della Resistenza

W il 25 aprile! W la Casa della Resistenza Valpolcevera, testimonianza della lotta per la libertà!

“Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta” (Piero Calamandrei)

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Dal 25 aprile 1945 il mondo è molto cambiato. Ogni giorno difendiamo i nostri pensieri e le nostre idee sulla base di princìpi apparentemente banali, come la libertà di espressione e il diritto al lavoro, al voto, alle pari opportunità. Ma quanti e quali di questi capisaldi normativi avremmo a disposizione se non fosse successo ciò che troppo spesso dimentichiamo: se non ci fosse stata la Resistenza, se non ci fosse statə chi, armatə innanzitutto di enorme coraggio, ha lottato perché noi potessimo un giorno definirci “uomini e donne liberɜ”?

Alle Partigiane e ai Partigiani, la storia ha dato il compito di lottare a costo della vita, a noi la sola e semplice responsabilità di mantenere il ricordo di quella lotta, di quelle vite, di quelle idee.

Abbiamo ereditato la responsabilità di difendere i valori da cui loro sono statɜ mossɜ, per svilupparli ancor meglio oggi e nel tempo futuro.

Abbiamo ereditato la responsabilità di difendere i valori da cui loro sono stati mossi, per svilupparli ancor meglio oggi e nel tempo futuro.

Tra i colli dell’entroterra, nella periferia della nostra città, nasce la Casa della Resistenza, in testimonianza di ciò che accadde 76 anni fa, come in altri luoghi, anche e soprattutto nella valle che oggi ospita il progetto: la Valpolcevera. 

La Casa della Resistenza

La Casa della Resistenza venne fondata a Bolzaneto (Via Pastorino, 8) nell’aprile 2012, con un obiettivo chiaro: non dimenticare

Non si tratta di una semplice sede museale, ma di uno spazio di condivisione culturale e formazione per le nuove generazioni.
Il progetto, infatti, è rivolto innanzitutto allɜ giovani. Vuole fornire loro un luogo di aggregazione e riflessione collettiva, nell’apprendimento e nel rispetto dei valori di Libertà e Antifascismo.

Questo luogo racchiude in sé la storia della nostra città, testimonia il costo che ha avuto la sua liberazione e si propone di contribuire alla formazione di nuove menti libere.

Proprio con l’obiettivo di soddisfare determinate esigenze educative la Casa della Resistenza offre svariate attività, spesso indirizzate a giovani studentɜ: visite guidate; interviste a testimoni della Resistenza; presentazioni di libri, studi e ricerche; proiezioni; dibattiti; escursioni (in collaborazione con CAI Bolzaneto) nei luoghi dove la Resistenza è stata concretamente messa in atto.

Emerge chiaramente il legame tra Casa della Resistenza e territorio, ispirato dalle parole di Piero Calamandrei:

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.”

L’ESPOSIZIONE (disponibile virtualmente nel portale online) si distribuisce in quattro sale e un Salone di Rappresentanza (utilizzato per conferenze e visione di video/film). A ognuna sono stati attribuiti un tema e una frase del canto partigiano “Siamo i ribelli della montagna”

Non mancano di decorazioni e testimonianze anche l’atrio e lo scalone che precedono la mostra.

Di seguito un breve riassunto di ciò che si può osservare andando in visita alla Casa della Resistenza:

Sala prima, Ambienti – “Dalle belle città date al nemico/ fuggimmo un dì su per l’arida montagna,/ cercando libertà tra rupe e rupe,/ contro la schiavitù del suol tradito.”

In questa sala lə visitatorə può osservare cartine geografiche e video illustrativi dei luoghi della Resistenza in Val Polcevera. Può viaggiare col pensiero, aiutato da immagini e informazioni, lungo tutta la valle, tra i boschi ripidi e le cascine nascoste in cui si sviluppò il sentimento di ribellione partigiana a Genova.

25 Aprile
Catalogo Ufficiale Casa della Resistenza – , ANPI-Sezione “Monte Sella”, Genova- Bolzaneto

Sala seconda, Fabbriche – “Lasciammo case, scuole ed officine,/ mutammo in caserme le vecchie cascine,/ armammo le mani di bombe e mitraglia,/ temprammo i muscoli ed i cuori in battaglia.”

Il ruolo dellɜ operaiɜ delle fabbriche genovesi fu fondamentale per la Resistenza, perciò viene dedicata una sala a questo tema.

Qui si possono trovare pannelli espositivi, teche e video-testimonianze che raccontano gli anni trascorsi tra la formazione delle GAP (Gruppi di Azione Patriottica) e il grande rastrellamento del 16 giugno 1944 da parte delle truppe nazi-fasciste nelle fabbriche genovesi.

25 Aprile
Da Catalogo Ufficiale Casa della Resistenza – Opuscolo, 8.10.1941 (Fondazione “Ansaldo”-Genova).

Sala terza, Donne e ragazzi – “Siamo i ribelli della montagna,/ viviam di stenti e di patimenti,/ma quella fede che ci accompagna/sarà la legge dell’avvenir.”

Spesso, nel corso della storia, la categoria delle donne e quella dellɜ ragazzɜ sono state considerate marginali. Il ruolo di protagonisti, a causa di tendenze e convinzioni culturali, è stato troppe volte riservato agli uomini. 

In questa sala si possono osservare testimonianze dell’attiva e fondamentale partecipazione da parte di donne e giovani alla resistenza, troppe volte dimenticata.

Sala quarta, Liberazione – “Bella ciao”

Qui lə visitatorə viene accoltə dalle note di Bella Ciao, forse il canto partigiano più famoso a livello globale. Le immagini esposte, tramite pannelli e video, mostrano la vittoria partigiana nella nostra città, avvenuta anticipatamente rispetto al resto del paese (23-24 aprile 1945), la conquista della Libertà e l’avvio alla nascita della Costituzione. 

Lɜ organizzatorɜ hanno, inoltre, esposto un manichino con abiti da battaglia tipici partigiani, libri e giornali dell’epoca, i quali “rendono idealmente omaggio alla Costituzione della Repubblica Italiana che esprime i valori della Resistenza” (cit. Catalogo ufficiale della Casa della Resistenza).

Tocca ora a noi giovani

È chiaro che i progetti come questo possono essere di grande ispirazione per noi “prossimɜ adultɜ”, ma la costruzione di nuovi spazi e luoghi di condivisione non ha valore in mancanza di partecipazione.

Lɜ testimoni della Resistenza al nazi-fascismo sono, per dirla in termini numerici, in calo.

È necessaria la partecipazione delle nuove generazioni alle iniziative volte a ricordare questi fatti. E, poiché è nel grembo dell’ignoranza che nasce il fascismo, è compito nostro informarci, informare e prendere parte.

Il mostro che nacque il secolo scorso non è morto, è solo stato domato e ogni giorno cerca di insinuarsi negli spazi più bui del nostro vivere sociale. Quel mostro è una sirena che si nutre anche dell’indifferenza di coloro che, credendo di vivere nella neutralità, lasciano lo spazio necessario affinché si sviluppi e prosperi.

wall:out prende parte

Consapevole del fatto che senza la Resistenza, probabilmente, non esisterebbe un luogo fisico o virtuale in cui scrivere in libertà e trasmettere informazioni, wall:out condivide i valori di Libertà e Antifascismo e li reputa principi irrinunciabili del nostro vivere. Per queste ragioni si propone, al massimo delle sue possibilità, di farsi mezzo per la trasmissione storica e morale dei valori insegnatici da tutti i Partigiani e tutte le Partigiane. A loro va il nostro pensiero e il nostro ringraziamento oggi, 25 Aprile, come ogni altro giorno!

Immagine di copertina:
Illustrazione di Martina Spanu


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Laureando in Scienze e Tecniche Psicologiche. Genovese cosmopolita. Ipercritico razionale, ateo, antifascista. Cresciuto tra un Bella Ciao e un Addio Lugano Bella. Membro Uaar. Appassionato di politica, cerca di essere imparziale (con poco successo). Ama il vino, i viaggi e la giustizia sociale.

1 Comment

  1. Complimenti Davide per il bell’articolo. Condivido il concetto che i mostri non muoiono mai, fingono di esserlo il tempo necessario per dimenticarli. Affermo spesso che le persone non imparano mai abbastanza e dimenticano troppo in fretta. Qualcuno tuttavia deve raccogliere il testimone tra le generazioni. Italia vivat semper! Un abbraccio Cincinnatus da Genova

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