Villa Piantelli Genova di Andrea Ansaldo e Bernardo Castello

Spettri veri e presunti dell’isolamento artistico: Villa Piantelli

I fantasmi figli della mala-gestione della dimora e quelli che infesterebbero le sale nobiliari risultano essere le quasi uniche presenze a godere dei capolavori dimenticati di Andrea Ansaldo e Bernardo Castello.

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In gioventù, prima di dare vita al più iconico investigatore della storia della letteratura – Sherlock HolmesArthur Conan Doyle si dedicò con fervore alla scrittura di racconti dal carattere più avventuroso e marinaresco. Tra questi ebbe una notevole risonanza The Captain of the “Pole-Star”, pubblicato addirittura singolarmente pochi anni fa in Italia da Leone Editore.

La trama, dal gusto salgariano, ha come nucleo gli assurdi comportamenti di alcuni membri di un equipaggio; dovuti alle condizioni psico-fisiche debilitate da intere giornate passate senza possibilità di movimento tra gli enormi iceberg del Mar Artico. Tra i diversi deliri, quello che più sgomenta la ciurma è la convinzione che un’entità maligna infesti l’angolo sperduto di mondo dal quale non trovano vie di fuga.

Un’allucinazione collettiva non lontana da quanto da anni ormai si verifica in uno dei più solitari – non per sua scelta – palazzi storici di Genova: Villa Centurione Musso Piantelli di corso de Stefanis.

La narrazione folkloristica che vorrebbe la dimora invasa dagli spiriti, parola del custode, si risolverebbe più verosimilmente associando queste presenze alla misera affluenza di turisti nella struttura. Visioni quindi figlie dell’emarginazione di questo edificio, che se fossero reali farebbero guardare, se non altro, con simpatia a spiriti dal gusto così spiccato.

Gli affreschi ancora oggi conservati negli spazi di questa antica residenza sono infatti di indubbio valore: tra i pittori ad aver prestato servizio in queste sale si possono riconoscere i Semino (Alessandro e Cesare), i Calvi (Aurelio e Felice), ma soprattutto Andrea Ansaldo e Bernardo Castello.

Due nomi, questi ultimi, ai quali è corretto dare maggior eco non per il valore pittorico, bensì per la considerazione di cui godono attualmente in Liguria e non solo. Se all’ombra della Lanterna sono consacrati con spazi personali a Palazzo Bianco, pure a Roma sono al centro del panorama artistico cittadino: del primo Fuga in Egitto è conservato in Galleria Barberini Corsini a Trastevere, mentre il secondo ebbe l’onore di lavorare a Palazzo Colonna e avrebbe successivamente impreziosito – nel caso ancor di più fosse possibile – la Basilica di San Pietro, se un malore fatale non lo avesse privato di questo onore. 

Villa Piantelli Genova di Andrea Ansaldo e Bernardo Castello
Uno degli affreschi intravedibili costeggiando la Villa. Foto di Matteo L.

Il fantasma della noncuranza

Appare adesso ancor più incomprensibile il non aver ancora coinvolto in un progetto di riconsiderazione e riqualificazione di un luogo che, oltre ad avere un innegabile potenziale culturale, rappresenterebbe una lampo d’arte in un quartiere povero di riferimenti estetici, quale è Marassi

È questo il fantasma reale della Villa: la noncuranza del Comune, che ne è proprietario dal 1989. Paradossalmente lo Stadio Luigi Ferraris, acerrimo nemico di questa dimora, avendola privata negli anni – con la costante crescita della sua mole – di sempre più ossigeno, potrebbe donarle, se non respiro, almeno maggior compagnia.

Migliaia di tifosi inevitabilmente costeggeranno, come hanno sempre fatto ogni fine settimana pre-pandemico, la costruzione, alla riapertura al pubblico dell’impianto sportivo; un flusso al quale sarebbe ingenuo non far presente (anche semplicemente a livello segnaletico) come a pochi metri dal campo da gioco si trovino tali gioielli. 

Villa Piantelli Genova di Andrea Ansaldo e Bernardo Castello
Stazza, ma soprattutto prossimità, di uno smisurato vicino di casa: lo Stadio Luigi Ferraris. Foto di Matteo L.

Oltre alla prevedibile irreperibilità di orari di visita, è sintomatico come digitando “Villa Piantelli” all’interno del sito comunale, il risultato di ricerca più recente narri dell’applicazione di nastri di fil di ferro sulle mura dell’immobile…

Luoghi d’Arte

È necessario un progetto concreto e a lungo termine, sebbene iniziative culturali in soccorso di questa realtà siano state intraprese anche recentemente – grazie per esempio all’instancabile attività dell’Associazione Luoghi d’Arte, che ha promosso una visita guidata, e a un incontro (parte di un ciclo volto alla valorizzazione del patrimonio artistico genovese) organizzato lo scorso autunno nella Biblioteca Universitaria.

Due acuti lodevoli che però purtroppo da soli non frenano un decadimento continuo, che si annuncia già nell’angolo destro della facciata di questo spazio. 

Villa Piantelli Genova di Andrea Ansaldo e Bernardo Castello
Trascuratezza a braccetto col pericolo: la persiana si affaccia su una delle strade più trafficate dell’isolato. Foto di Matteo L.

Doyle alla fine del suo romanzo breve, nel momento di maggior sconforto a bordo della nave, permette ai marinai di trovare la salvezza approfittando dell’apertura di un sottile varco tra i ghiacci. Nella speranza sia di buon auspicio, si perdoni lo spoiler. 

Immagine di copertina:
Villa Piantelli. Foto di Matteo L.


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Parte del Consiglio direttivo di “Amici dei Musei Liguri e di Palazzo Ducale”, ha rimbalzato a vario titolo per le sale di diverse sedi museali di Genova. Sogna folle a invadere le mostre della città; stesse mostre che visiterebbe a quel punto solo in orari impossibili per non incontrare nessuno.

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