SGUAR(D)I Sestiere del Molo Genova

SGUAR(D)I – Un nuovo Sestiere del Molo?

Inaugura oggi un weekend lungo di attività e iniziative per presentare alla città l’ambizioso e ricco progetto di rigenerazione urbana per un nuovo Sestiere del Molo.

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Una ventata di aria fresca, l’autunno, l’ha portata anche al Sestiere del Molo. Da oggi e fino a domenica sera non perdetevi SGUAR(D)I, la serie di spettacoli, laboratori, concerti e dj set, tour gastronomici, installazioni, visite guidate e molto altro ancora, parte della programmazione che mira ad aprire nuovi sguardi o sguari – tagli, strappi, in genovese – sul sestiere del Molo.

L’occasione è Halloween, una festa amata da bimbi e adulti, che con la sua estetica e simbologia, le sue tradizioni e l’ampia varietà di interpretazioni culturali nel mondo, è un ottimo serbatoio di spunti e suggestioni.

Viene così presentato alla città un assaggio di quello che vuole essere un progetto ambizioso e di ampio respiro e che vede la Coop. Il Ce.Sto capofila con oltre cinquanta tra enti e associazioni attivamente coinvolti: il patto di Sussidiarietà per la rigenerazione del Molo, parte del cosiddetto “Piano Caruggi” predisposto dal Comune di Genova al fine di rigenerare e qualificare la vivibilità del centro storico.

Gli eventi di SGUAR(D)I mirano a coinvolgere attivamente i diversi attori del quartiere, creando una fitta rete di relazioni tra sociale, area educativa, cultura, commercio, amministrazione.

Tra gli scopi, c’è quello di far vivere o rivivere aree, edifici e angoli dell’antico cuore cittadino, attraverso la partecipazione attiva delle persone, interventi di riqualificazione e di valorizzazione e lo sviluppo o rafforzamento del senso di comunità e cura degli spazi urbani condivisi. 

Per chi non lo sapesse, il Sestiere del Molo non comprende solo l’ala del Molo vecchio (la città vecchia di faberiana memoria di cui vi abbiamo già parlato: Molo Officine Laboratori Organizzati), ma si estende da Porta Soprana a San Giorgio, passando per San Lorenzo e piazza Sarzano. 

Le premesse, con l’attenzione alla relazione e al dialogo collaborativo tra parti coinvolte per un bene comune, sono positive e incoraggiano a dare un’occhiata e rimanere in ascolto!

Malgrado nella conferenza stampa di mercoledì l’assessore alle Politiche Culturali Barbara Grosso abbia appiattito l’intera questione sulla scia di una consolidata retorica (Per una retorica non solo sfarzosamente nostalgica della Genova che fu),  affermando quanto le stia a cuore che il progetto valorizzi anche la Casa di Colombo – of course – e citando la di recente inaugurata statua di Paganini (tanto pe’ cangià), il tutto condito da un po’ di confusione  tra “periodo romanico” o “romano”, o magari “tardo medievale” in riferimento a quanto rinvenuto durante gli scavi di questa estate per la realizzazione del Museo della Città nella Loggia di Banchi, ecco, malgrado ciò, questo “patto” sembra interessante. 

Doveroso, sempre rispetto alla conferenza stampa tenutasi due giorni fa, far menzione dell’intervento di Otello Parodi, che più dell’assessore è coinvolto attivamente nella rete e ha risollevato il livello dell’incontro ricordando il prezioso lavoro di Dario Caviglia e l’impegno che ha reso accessibili le torri di Porta Soprana e la casa di Colombo negli anni in cui turismo e cultura non erano ancora stati identificati come volano di crescita sociale ed economica di Genova.

Citizen engagement

Tra le modalità di intervento di cui si è parlato, c’è quel citizen engagement che promuove un processo di partecipazione espansa sul territorio: cittadine e cittadini, residenti e non, fruitori e fruitrici del sestiere devono e possono avere occasione di confrontarsi su desideri e bisogni comuni e cercare, insieme alle istituzioni o a una rete di professionisti, possibili strategie di azione.

Questo, ovviamente, ci interessa. 

Sull’evento Facebook e sul sito ufficiale Sestiere del Molo trovate il programma completo degli eventi e delle attività previste questo weekend, rigorosamente gratuiti, ma in buona misura su prenotazione. 

Tre giorni “da paura”, per aprire nuovi sguardi sulla città e, chissà, anche qualche sguaro nella vita di quartiere.

Immagine di copertina:
Il Ce.Sto Genova


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