Sesso

Sex and Caruggi. L’amore e il sesso al tempo del Covid-19

In coppia, da separati o da single. Come vivono i genovesi le loro relazioni sessuali e amorose durante il Covid-19?

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Da bravi cittadini, appena scattato il lockdown, ci siamo tutti chiusi in casa. Per molti questo ha comportato il fatto di non poter più vedere il/la propri* amat*, per altri invece ha fatto sì che lo/la si vedesse anche troppo. Viceversa, per qualcuno non è cambiato niente. Abbiamo chiesto a cinque genovesi come stanno vivendo questa situazione particolare dal punto di vista sentimentale/sessuale. 


In Coppia

Come è la quarantena in coppia?

Marta, 23 anni, convive con Sandro da 3 anni*: Meglio di quanto ci aspettassimo. Avendo vite piene, prima dell’emergenza eravamo spesso fuori casa. L’idea di passare tanto tempo insieme ci spaventava, ma abbiamo invece scoperto di esserne in grado e si sta rivelando una bella esperienza di coppia. Anche se preferiremmo tornare alla vita di tutti i giorni.

Viola, 24 anni, convive con Marzia da 4 anni: Nel complesso la viviamo molto bene.  Aumentando le ore insieme abbiamo più tempo per fare i lavori a casa, prima vissuti come un obbligo, ora diventati un’attività da svolgere insieme.

Quali sono gli aspetti difficili e quelli più facili?

M: Gli aspetti positivi stanno nelle piccole cose, ad esempio consumare i pasti insieme. Gli aspetti negativi sono quelli di annoiarsi o di non sopportare più certi aspetti del carattere dell’altro. Ma se ognuno svolge le proprie attività e gestisce i suoi spazi, si sopravvive.

V: Le parti più difficili sono non avere tempo solo per me, le nostre velocità diverse (io posso passare ore sul divano, lei dopo 5 minuti impazzisce) e il non poter uscire in due. Gli aspetti positivi sono un aumento della complicità nel fare cose e svegliarsi insieme più tardi al mattino.

La vostra vita sessuale è cambiata?

M: La nostra vita sessuale non è assolutamente cambiata. Siamo contenti di questo.

V: La nostra vita sessuale è sempre uguale, ma con un lieve aumento dell’affettività “innocente”, più coccole, più gesti affettuosi.

Pensi che questa emergenza abbia avuto conseguenze sul vostro rapporto? È cambiato/cambierà qualcosa?

M: Vivere assieme per un periodo così concentrato mi ha spinto a trovare i miei spazi e occuparmi delle mie attività, così da sviluppare maggiormente la mia individualità. Di conseguenza, io sono maturata e così anche il nostro rapporto. 

V: Con la quarantena mi sono accorta che il confronto si è spostato sul piano domestico. Qualsiasi cosa uno faccia a casa è ora visto dall’altro e quindi può essere oggetto di dialogo e messa in discussione. 

*M tiene a precisare che prima di rispondere ad ogni domanda si è confrontata con il partner.


Separati

Come stai vivendo questa quarantena?

Nicola, 23 anni, sta con Maia da 2 anni: La vivo abbastanza bene, riesco a distrarmi e non pensare troppo alle cose che più mi peserebbero: distanza, mancanza fisica della persona etc.

Milena, 24 anni, sta a distanza con Matteo da 5 anni: Noi siamo abituati a non vederci durante la settimana, ma il weekend ci siamo sempre ritrovati. Ci manchiamo, ma in modo diverso. Quando non ci vedevamo le nostre vite andavano avanti, ora è come se tutto fosse in stand-by. Quindi non ci sembra di star perdendo qualcosa della vita dell’altro.

Quali sono gli aspetti difficili e quelli più facili?

N: Gli aspetti difficili sono sicuramente la mancanza di un rapporto fisico, non per forza sessuale. Ci si può vedere su Skype, ma ovviamente non basta. Non credo di trovare aspetti positivi. Se non il fatto che penso si possa uscire rafforzati dopo una esperienza del genere.

M: Il non toccarsi è l’aspetto più difficile: la nostra relazione è “corporale” perciò il contatto fisico è importantissimo, sia per lui che per me. Sul momento non mi vengono in mente gli aspetti facili… Forse il sentir la vicinanza dell’altro perché ci chiamiamo in continuazione su Facetime.

State cercando di mantenere viva la scintilla? Se sì, come?

N: Ci stimoliamo molto, sia intellettualmente che sessualmente, perché l’astinenza comunque è dura in entrambi i casi. Ci scambiamo molti più messaggi affettuosi, diamo certe attenzioni, prima non necessarie perché ci si dava ‘tutto’ quando ci si vedeva. Infine, il pensare a tutto quello che si farà appena ci si vedrà fa molto.

M: Nel nostro caso, mantenere accesa la scintilla non è un problema perché siamo una coppia solida che ha progetti per il futuro. Cercare di spegnere il desiderio sessuale è invece il problema, perché non può essere realizzato e quindi causa sofferenza. Non facciamo sesso telefonico, rimandiamo il tutto a quando ci vedremo. Io gioco da sola e lui pure.

Pensi che questa emergenza abbia avuto conseguenze sul vostro rapporto? È cambiato/cambierà qualcosa?

N: Il sentimento che provo per l’altra si è rafforzato: mi sono reso conto di quanto potesse mancarmi e quanto fosse importante nella mia vita. È ancora più doloroso perché è stato inaspettato.

M: Ci siamo fatti la stessa domanda e in realtà non cambierà molto. Sicuramente quando ci rivedremo abbiamo in progetto di stare attaccati per una settimana. Speriamo di realizzarlo il prima possibile!


Single

Come sta andando questa quarantena dal punto di vista romantico, sessuale?

Giuditta, 24 anni: Malissimo. Il massimo del romanticismo è incrociare lo sguardo del vicino sul balcone di fronte e chiedere al ragazzo carino in fila al supermercato davanti a me che numero ha per il pescivendolo. Sono arrivata a sperare che un carabiniere sexy mi fermi per flirtare un po’. Dal punto di vista sessuale ancora peggio: mi sento come se fossi ritornata vergine. 

Hai iniziato a sentirti con qualcuno dall’inizio/durante della quarantena? 

G: Prima della quarantena avevo conosciuto uno. Non potendo vederci causa emergenza ho lasciato perdere. Forse gli scriverò dopo la quarantena. 

Hai attivato metodi di coping? Se sì, quali? (dating app, etc)

G: Al momento non uso dating app: penso che le persone che le usano adesso non riescano proprio a stare da sole. Per distrarmi guardo la televisione, ascolto musica, leggo e faccio sport. Ho provato a guardare dei porno, ma non mi dicono niente. È come vedere due pezzi di carne che sbattono l’uno con l’altro. L’unica sensazione che a volte mi suscitano è l’invidia. Perciò preferisco usare la fantasia. Mi masturbo, ma non così tanto. Spesso mi deprimo ancora di più perché mi manca il contatto con l’altra persona. 

Pensi questa emergenza abbia avuto conseguenze sulla tua condizione attuale? È cambiato/cambierà qualcosa?

G: Per me non è cambiato tanto: anche prima della quarantena riflettevo molto sulla mia situazione sentimentale. L’unica cosa che forse cambierà per me è che non starò lì a perdere tempo: se una persona mi piace, agirò. Io sono soprattutto curiosa di vedere le conseguenze di questa situazione sulle relazioni degli altri. Quanti divorzieranno? Quanti si sposeranno? Magari ci sarà un boom di bambini. Sicuramente, quando la gente uscirà sarà più arrapata che mai. Bisognerà stare attenti. 


Da questa piccola selezione di esperienze genovesi, sembra che questo momento straordinario sia stato colto come un’occasione per riflettere. Un riflettere che ha fatto crescere, ha portato ad acquisire più consapevolezza e che ha consolidato certezze. Alla riflessione, però, segue l’azione e noi non vediamo l’ora di mettere in pratica quello che abbiamo imparato. 

Immagine di copertina:
Freepik


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Storica dell’Arte laureata con una tesi sui bestiari medievali presso il Courtauld Institute of Art di Londra. Negli ultimi anni trascorsi tra Italia, Germania e Inghilterra si è interessata di storia dell’arte medievale, musei, didattica e divulgazione. Europea ma genovesissima.

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