Raddoppio Ferrovia Ponente Liguria

Raddoppio sì, e non basta! Il treno e’ la soluzione {PARTE 2}

La Terra è malata, la Liguria stretta e satura: andiamo di "cura del ferro" e mobilità sostenibile.

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Dove eravamo rimasti? Ah, sì: di tracciati vecchi e nuovi della linea ferroviaria della Riviera di Ponente, con foto e video, dati e spunti. Ve li siete persi o smemorizzati? Ecco qui dove recuperare tutto!

Dicevamo, in sintesi, che se il sedime storico della ferrovia nel Ponente, tra Genova e Ventimiglia, risale al 1872, da allora sono stati fatti sì alcuni “aggiornamenti”, primo tra tutti il c.d. “raddoppio”, dovendo arretrare la linea più nell’entroterra, fuori e non di rado lontano dai centri abitati (tagliandone del tutto fuori dal percorso alcuni, anche turisticamente ormai affermati), restituendo il sedime storico ad un nuovo utilizzo: pedonale e soprattutto ciclabile, godibile da tutti e sempre, proprio a picco sul mare.

Ed eccoci quindi al punto di valutare la scelta dell’arretramento della linea ferroviaria e quindi delle stazioni di non poche importanti cittadine del Ponente.

Se per un verso è irrinunciabile l’istituzione di navette e vere e proprie linee di trasporto pubblico locale sempre attive e ricalcate sugli orari di arrivo e partenza dei convogli ferroviari (no, ad Imperia non è ancora così: capita di aspettare ore il bus alla stazione o al contrario di doverlo prendere ed arrivare in stazione ore prima della partenza del treno); per l’altro è necessario operare una valutazione seria e consapevole delle conseguenze che l’arretramento della linea ferroviaria e la conseguente soppressione di tante stazioni in borghi e paesi costieri comporteranno.

Traendo spunto, purtroppo, dall’ultimo incidente (non grave: danni solo a un furgone e ad un vagone, ma pur sempre danni e corso un bel pericolo almeno per l’autista), uno spostamento della linea non sempre è possibile: a Loano sono ben sei i passaggi a livello (cinque nel centro abitato più uno sul lungomare verso Pietra Ligure) in città, per un verso ineliminabili vista l’urbanizzazione esplosiva e non guidata e per altro verso sia rischio di incidenti sia ostacolo alla circolazione di tutti i tipi di mezzi e trasporti.

In altre città, ancora, davvero il solo raddoppio sposterebbe fisicamente a distanze considerevoli le nuove stazioni.

Prendiamo Albenga: se ora la Stazione nel centro città, a nemmeno dieci minuti dal litorale (circa cinquecento metri), la nuova sorgerà in località Bastia, a circa 5 km dalla attuale stazione (cioè un’ora a piedi), con disagi e richiesta di connessioni che possiamo facilmente immaginare, anche nell’esito sfavorevole e disatteso visti i già citati casi di nuove stazioni arretrate.

Raddoppio Ferrovia Ponente Liguria
Il tratto tra Finale e Andora, e tra le altre salta agli occhi proprio la nuova Stazione di Albenga, in località Bastia. Foto ivg.it

Perché allora non pensare sì al raddoppio, senza però operare soppressione e dismissione della linea costiera? Perché non pensare di operare una ripartizione dei treni in base alle diverse finalità in campo?

Il treno deve essere, oggi più che mai, in quella che davvero sta diventando l’era della dimostrazione dell’effettività dei cambiamenti climatici, la prima vera opzione di switch di archetipo di trasporto di massa di riferimento: torniamo a prediligere al trasporto su gomma (auto e camion) quello su ferro.

Anni fa si cominciò a parlare di “cura del ferro”: peccato sia divenuta locuzione desueta troppo presto!

Che si proceda, speditamente, anche grazie ai fondi del Next Generation EU, che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha scelto di destinare in priorità – tra le tante opere nazionali – proprio alla linea ferroviaria del Ponente, al raddoppio.

Allo stesso tempo che si valuti il mantenimento anche della linea attuale, con una diversificazione dei flussi, che si incrocerebbero nelle stazioni di testa, rendendo possibile sul raddoppio lo scorrimento veloce e rapido di mezzi e persone interessate a destinazioni e provenienze più distanti, ed allo stesso tempo consentendo ancora la connessione assicurata ai borghi più piccoli per abitanti e turisti interessati a raggiungere direttamente proprio quei borghi.

Questa proposta di ripensamento della linea ferroviaria vale per tutta la tratta Ligure, anche a Genova ed anche nella Riviera di Levante, che ha anch’essa assistito a raddoppi e tagli di percorsi storici. E’ l’occasione per attuare quella visione poliedrica delle Città e dei Territori che oggi risulta essere sempre più imprescindibile per i decisori pubblici e privati, per i policies (“delle politiche” non “della politica”) makers. 

Ah, giusto per intender quanto siano scelte concrete e non ipotetiche: prima dell’estate ha cessato il proprio servizio il Thello, l’ultimo ed unico treno a svolgere un servizio transfrontaliero tra Francia (Nizza) e Italia (Milano passando da Genova Piazza Principe) sulla linea ligure.

Ora è necessario scendere a Ventimiglia, stazione di confine a tutti gli effetti. Non è davvero un buon servizio quello offerto oggi dai soggetti pubblici e privati che si occupano di trasporto ferroviario. Non risponde alle esigenze né dei cittadini residenti, né dei turisti (magari anche internazionali), né delle merci (o forse…forse solo di queste?).

Proviamo allora a dare una foto complessiva della ferrovia in tutta la Riviera di Ponente in un sol momento tutta assieme

La linea parte da Genova Piazza Principe e arriva a Ventimiglia, inaugurata nel 1872. Partendo da Genova, fino a Finale Ligure raddoppiata in tranche diverse, conclusa nel 1977. Finale Ligure – Andora ancora a binario unico. Andora – S. Lorenzo al Mare raddoppiata nel 2016. S.Lorenzo al Mare – Ospedaletti raddoppiata nel 2001.

Emerge così chiaramente che gli ultimi 20 anni abbiano visto una forte, radicale ed impattante revisione delle linea ferroviaria della Riviera di Ponente.

Tracciato della Ferrovia nella Riviera di Ponente
L’intero tracciato della Ferrovia nella Riviera di Ponente. Il nuovo tracciato è in color giallo ed è ormai la maggior parte. Resta, di colore rosso, poco del vecchio tracciato: tra Finale Ligure e Andora. Foto di Valerio Campagnari

Non abbiamo avuto modo di accennare alla situazione anche del traffico e transito merci.

Certamente non secondaria in una Regione, la Liguria, dotata di tre scali di primo piano in Italia: Genova, Savona-Vado e La Spezia, di cui due appunto sulla Riviera di Ponente. Si aprirebbero ulteriori scenari, anche tecnici, non di facile esposizione e forieri di ulteriori spunti. Ne sia concessa la mera testimonianza fotografica.

La Liguria deve avere e trovare (darsi) il coraggio di riprogettare un (primo) nuovo schema e programma di Linea Ferroviaria Metropolitana, al servizio di un’utenza sempre più interessata a fare del treno il proprio mezzo prioritario di spostamento. Questa è sì una sfida politica.

Si deve ripensare il modello di trasporto pubblico locale (e per locale ormai per la Liguria deve intendersi tutta la regione!) a partire dal mezzo da prediligere e verso cui invitare ed invogliare i cittadini. Può proprio essere il treno, dovrebbe proprio essere il treno. E’ meglio di qualsiasi altro mezzo. Serve riprogrammare orari e tratte, funzioni e finalità del treno e delle tratte. 

Che poi vuol anche ripensare gli obiettivi dell’intera regione. Gli orari di partenza e di arrivo indicano quanto il territorio di interesse economico, turistico, commerciale, sociale sia o meno in terra ligustica. Stazioni e treni offerti egualmente lo confermano. In base ad orari di arrivo e partenza si può capire quanto quel luogo conti politicamente o meno.

E invece ora quale è la situazione?

Non si dica “eh, ma è agosto!”: è inaccettabile. Si legge e si proclama che la Città di Genova è invasa dai turisti: e allora che fai, tagli le corse? “Belin, ma sei un besugo” per dirla alla boomer e cortesemente. E invece è andata proprio e ancora così. 

Venerdì 21 agosto da Nervi a Brignole il treno passava o alle 9:03 o alle 10:45. Ma dai, ma che servizio è?! E lo stesso venerdì 21 agosto se invece volevi andare da Brignole a Voltri perdendo quello prima delle 9 ti toccava aspettare fino alle 9:55.

E pure la Metro in questi giorni pare proprio non saper soddisfare la domanda: se è promessa una corsa ogni sei minuti, quando invece si arriva ad una ogni dieci, ecco il risultato, fisicamente mostrato.

Basterebbe cominciare mettendo qualche treno notturno tra Nervi e Sestri Ponente, così da consentire a chi in estate va agli spettacoli ai Parchi di Nervi di tornare a casa nel ponente cittadino con un solo treno a qualsiasi ora: la rivoluzione può partire da piccole cose. Purché parta.

Basterebbe ripensare la Mobilità Locale cambiando paradigma, cambiando schema mentale. Perché la Città è cambiata, l’utenza è cambiata, la domanda è cambiata. Il mondo è cambiato. 

Genova è cambiata: si può scegliere di ignorare tutto questo e farla decadere, ancora. O cambiare tutto. Magari si sbaglierà, eppure ora ogni cambiamento può davvero essere solo che migliorativo.

Un “grazie” speciale a Alessio Raffo, Emanuele D’Abbiero e Valerio Campagnari: appassionati di treni, consulenti particolari per questo reportage in due puntate, che hanno voluto condividere le proprie foto e i propri video.

Immagine di copertina:
Punta Murena di Alassio, ultimo punto rimasto a strapiombo sul mare, tipico della vecchia linea litoranea ligure. Foto di Alessio Raffo 


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