Cosmetici eco sostenibili

Raccontare l’Africa attraverso prodotti cosmetici eco sostenibili ed etici

Intervista a Eleonora Jaibi 28, coordinatrice insieme a Umberto De Magistri del progetto Noura. I racconti cosm/etici dall’Africa qui a Genova.

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Eleonora Jaibi e Umberto de Magistris sono due giovani imprenditori genovesi con tanta passione e voglia di fare. Sono impegnati sia sul territorio Ligure che sul territorio Africano: Eleonora, laureata in scienze internazionali e cooperazione, attualmente lavora in una struttura di prima accoglienza di minori non accompagnati, Umberto ha cominciato a lavorare nella cooperazione internazionale per la Cooperativa Minerva dopo esperienze nel mondo dell’accoglienza. Cultore della materia al corso di diritto comparato a Giurisprudenza presso l’Università di Genova, si occupa di storia dei sistemi giuridici in Africa OccidentaleE si occupano anche di Cosmetici eco sostenibili.

Hanno tanti sogni per il futuro: sostenere la produzione locale africana promuovendo progetti dal forte impatto sociale e ambientale e ad ora, in pochi mesi, hanno gettato le basi per riuscirci. Perseguendo il loro sogno ad oggi hanno tante storie da raccontare… storie di persone, di luoghi aridi, di ingredienti locali e di profumi.

Attraverso strette collaborazioni con altri giovani imprenditori africani vogliono portare qui i loro racconti e i loro profumi creando saponi artigianali nel rispetto dell’ambiente e dell’etica.

Ho avuto il piacere di parlare con entrambi e conoscere parte di quelle storie meravigliose.

Sempre più sto scoprendo che a Genova i giovani hanno voglia di inseguire i propri sogni, ci provano e ci sbattono la testa, aspettano e di nuovo poi sono lì a rincorrerli.

Detto questo, vi lascio alla loro storia.

Il progetto 

Con collaborazioni in Africa occidentale Noura vuole far conoscere le storie di quelle terre attraverso una linea di cosmetici naturali realizzati artigianalmente a mano, utilizzando prodotti provenienti da svariati contesti in diverse regioni dell’Africa, raccontando le storie che ci sono dietro e l’importanza di un consumo consapevole e del sostegno a queste realtà, della società e dell’ambiente. 

Come è nato il progetto Noura?

Per le mie origini italo/marocchine e per motivi sia di studio che di lavoro, più d’una volta sono partita per il Maghreb e l’Africa occidentale insieme al mio compagno Umberto, coordinatore e ideatore insieme a me del progetto. Il tema del lavoro e del commercio equo in ambito cosmetico era spesso presente: in Marocco, dove c’è la mia famiglia, con le cooperative femminili dell’Argan ad esempio, oppure in Tunisia dove l’olio di semi di fico d’india fornisce un reddito nelle regioni più povere. Ho visto l’impatto positivo nei confronti delle donne vedendo le condizioni di vita della mia famiglia.

Un paio di anni fa, grazie ad un tirocinio organizzato in associazione alla cooperativa sociale Minerva Onlus, ho lavorato in una saponeria nell’area del Benin in Africa Occidentale coinvolta nel progetto della cooperativa Minerva, Altrafrica, dal forte impatto sociale e ambientale, che mirava al sostegno dell’imprenditoria femminile. Qui oltre ad avvicinarmi al mondo della lavorazione e produzione della cosmesi ho anche conosciuto diversi produttori locali: la cooperativa di donne del villaggio produceva infatti saponi artigianali per il mercato locale (questo garantiva loro anche un ritorno economico permettendo un miglioramento del reddito e quindi del loro contesto familiare e sociale).

Saremmo dovuti andare a marzo scorso in Ghana e Togo, sia per progetti relativi all’imprenditoria femminile in ambito cosmetico sia per visitare cooperative che si occupano di burro di Karitè, burro di cacao e altri prodotti. Non potendo più viaggiare, per il momento, abbiamo voluto portare qui quei prodotti e quelle storie!

Perchè l’Africa?

L’Africa è un luogo di cui si parla poco e, purtroppo, quando se ne parla il più delle volte si tende sempre ad accentuarne gli aspetti negativi. Ma L’Africa che ho potuto conoscere è anche un luogo ricco di idee e giovani con tantissima voglia di fare, intelligenti e al passo con i tempi, giovani che aprono start up e cercano di far conoscere il loro lavoro, che comunicano gli uni con gli altri e che rispettano l’ambiente.  Sono anche queste le realtà di cui bisognerebbe parlare e che bisognerebbe conoscere. 

Quando una terra trasmette informazioni positive e costruttive bisogna viverla. 

Io e Umberto abbiamo capito che sarebbe stato importante sostenere la produzione locale africana con progetti dal forte impatto sociale e ambientale.

Qual è l’obiettivo del progetto?

Vogliamo sensibilizzare al commercio equosolidale, far conoscere storie di imprenditori africani e delle loro filiere etiche e raccontare queste storie attraverso una linea di cosmetici naturali realizzati artigianalmente a mano. A questo scopo utilizziamo ingredienti provenienti da diversi contesti e diverse regioni del territorio africano, nel nostro piccolo cerchiamo di farci portavoce di quelle storie, di quelle bellezze, che, affini alla nostra filosofia, danno grande importanza al consumo consapevole e etico.

Cosmetici
Foto di Umberto De Magistris

E la sua filosofia? 

È proprio questa. Sostenere queste realtà, la loro società e l’ambiente. Sono principalmente tre i valori della nostra filosofia: rispetto, etica, ecosostenibilità.

Attraverso il rispetto raccontiamo le storie delle culture, delle persone e i progetti che stanno dietro ad ogni singola materia prima che utilizziamo. 

Ricerchiamo l’etica: reperiamo i prodotti sostenendo le comunità rurali e/o i progetti in ambito rurale.

Vogliamo essere ecosostenibili: i saponi e burri vengono realizzati con il metodo a freddo scegliendo filiere impegnate in attività ecosostenibili e con produzioni biologiche certificate.

La lavorazione a freddo è un metodo artigianale che sfrutta il calore che naturalmente si forma per la reazione tra la soda caustica e i grassi. Grazie a questo tipo di lavorazione evitiamo l’utilizzo di parabeni o presenza di materiale petrolchimico. 

Viene seguito tutto il processo di importazione dei prodotti che poi utilizzate per creare i saponi?

Assolutamente si.  

Viaggiare e vivere diverse zone dell’Africa ci ha permesso di creare una attenta rete di collaborazioni. Conosciamo i prodotti, le persone che li creano e le associazioni/cooperative che si occupano dell’importazione, per seguire poi direttamente il percorso di trasformazione dell’ingrediente.

Nella zona meridionale le spedizioni sono più difficoltose e costose ma prima o poi vorremmo aprirci anche ai prodotti di quelle zone che sappiamo essere interessanti.

Tra i produttori con cui ad ora collaboriamo ricordiamo Agar Ltd, produttore locale operante nelle regioni di Kenya, Uganda e Somalia. Da queste terre aride in cui il sostentamento è garantito principalmente dall’allevamento, grazie allo sfruttamento sostenibile delle risorse forestali viene dato alle comunità pastorali un nuovo reddito: resine e gomme vengono trasformate in oli essenziali.

Compriamo altri oli essenziali dell’azienda Uganics Repellent, le cui mire, come le nostre, sono quelle di una produzione con impatto sociale: i loro oli essenziali infatti vengono prodotti dalle donne delle campagne dell’Uganda in modo da garantire loro una fonte di reddito.

Acquistiamo il caffè per la nostra saponetta scrub al caffè direttamente dai piccoli produttori organizzati nella UCFA (Uganda coffee Farmers Alliance), organizzazione che coinvolge circa 54.000 produttori locali. Importiamo il loro prodotto grazie alla cooperativa Shadhilly che si occupa di commercio equo e solidale. 

Stiamo creando anche collaborazioni con Arome de Madagascar azienda di oli essenziali fondata da Irenée, un ragazzo del Togo che ha studiato agricoltura tropicale a Firenze,  in Madagascar luogo che, per chi non lo sapesse, produce quasi l’80% di vaniglia nel mondo,  ZAZA Natural Oils con sede in Zimbabwe, stiamo cercando di creare una collaborazione anche con Chotogo in Togo e Tafissa in Costa d’Avorio.

Dove si possono acquistare i vostri racconti cosm/etici?

Ci stiamo informando ed organizzando per avere tutti i permessi per la vendita online, anche se puntiamo molto sui mercatini artigianali. Al momento ci occupiamo molto anche del “blog” sia su facebook che su instagram per far conoscere i prodotti e le storie che ci sono dietro, per qualsiasi informazione chiunque fosse interessato può trovarci lì!

Immagine di copertina:
Illustrazione di Martina Spanu


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Genovese doc e aspirante tuttologa. Tra diverse lauree e studi, dal mondo umanistico a quello medico/sanitario, nel 2019 fonda con Arianna e Silvia l'associazione culturale MIXTA. Amante di cibo, chiacchiere e vino le sue più grandi passioni sono l'arte e il cinema. Motto: un film al giorno toglie il medico di torno.

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