Poesia

Poesia, amante di Genova

L’arte si è innamorata di Genova e della Liguria, con essa anche chi l’ha creata.

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Genova cambia. Un deposito dell’AMT diventa un condominio di lusso, gli interminabili cantieri in Viale delle Brigate Partigiane si colorano di rosa, rispuntano aiuole e fiori, nuove piste ciclabili tediano il traffico, turisti internazionali riempiono Via XX Settembre e le spiagge, ma qualcosa di simile ad un profumo d’atmosfera è da sempre rimasto costante tra le strade ed i panorami di Genova; lo sapevano i grandi poeti mentre cantavano Genova e la Liguria, lo sappiamo noi, gente comune, e non riescono a farne a meno i poeti d’oggi. (Leggi anche l’articolo di wall:out Si può davvero definire l’identità olfattiva di una città? Di cosa sa Genova?)

Di fronte a chi sa cogliere l’essenza dei luoghi non possiamo altro che essere umili spettatori, visualizziamo insieme qualche scorcio:

Corso Dogali

Se frugo addietro fino a Corso Dogali
Non vedo che il Carubba con l’organino
a manovella
e il cieco che vendeva il bollettino
del lotto. Gesti e strida erano pari.
Tutti e due corpi ispidi e rognosi
Come i cani bastardi dei gitani
E tutti e due famosi nella strada, 
Perfetti nell’anchilosi e nei suoni.
La perfezione: quella che se dico
Carubba è il cielo che non ho mai toccato.

Poesia di Eugenio Montale, nato a Genova nel 1896 proprio in un palazzo di Corso Dogali.

L’ascensore

Quando andrò in paradiso
non voglio che una campana
lunga sappia di tegola
all’alba – d’acqua piovana.

Quando mi sarò deciso
d’andarci, in paradiso
ci andrò con l’ascensore
di Castelletto, nelle ore notturne,
rubando un poco
di tempo al mio riposo.

Ci andrò rubando (forse
di bocca) dei pezzettini
di pane ai miei due bambini.
Ma là sentirò alitare
la luce nera del mare
fra le mie ciglia, e… forse
(forse) sul belvedere
dove si sta in vestaglia,
chissà che fra la ragazzaglia
aizzata (fra le leggiadre
giovani in libera uscita
con cipria e odor di vita
viva) non riconosca 
sotto un fanale mia madre.

Con lei mi metterò a guardare 
le candide luci sul mare.
Staremo alla ringhiera
di ferro – saremo soli
e fidanzati, come
mai in tanti anni siam stati.
E quando le si farà a puntini,
al brivido della ringhiera,
la pelle lungo le braccia,
allora con la sua diaccia
spalla se n’andrà lontana:
la voce le si farà di cera
nel buio che la assottiglia,
dicendo “Giorgio, oh mio Giorgio
caro: tu hai una famiglia.”

(…)

Poesia di Giorgio Caproni, nato a Livorno nel 1912, un vicino “foresto” che, come in questo estratto, ha ammirato Genova con intimità e rispetto.

Boccadaze

O Boccadaze, quando a ti se chinn-a
sciortindo da-o borboggio da çittae, 
s’à l’imprescion de ritorna in ta chinn-a
o de cazze in te brasse d’unna moae.
Pa che deslengue un po’ l’anscia da vitta
sentindo come lì s’eggian fermae
ne-a bella intimitae da to marinn-a
a paxe antiga e a to tranquillitae.
O Boccadasse, quando si scende a te
uscendo dal subbuglio della città,
si ha l’impressione di ritornare nella culla,
o di cadere fra le braccia d’una madre.
Pare che si sciolga un po’ l’ansia della vita
sentendo come lì si sian fermate 
nella bella intimità della marina
la tua pace antica e la tranquillità.

Poesia di Edoardo Firpo, nato a Genova nel 1889, amante del linguaggio vernacolare.

Tale poesia può essere affiancata alla seguente per notare l’innervazione reciproca tra abitante e luogo d’origine, nonostante la distanza generazionale.

Boccadasse

Non c’è ombra sulla tua spiaggia,
vivi di questa gente, di qualche amante
mentre assaggia e dimette la paura
avversa alle tue sponde.
Boccadasse,
torni sempre dai tuoi figli quando sanno partire,
li rincorri nel mare arreso alla terra di occhi,
alla terra di ossa che li lascia morire.

Poesia di Simone Benvenuto, nato a Genova nel 1995, autore di Intermittenza, raccolta di poesie pubblicata da Aletti Editore il 14 Dicembre 2019.

Genova cambia ma da bambina a signora, da ragazzo a uomo, cresce insieme a noi, possiede un antro per ciascun stato d’animo, un panorama per ogni attimo di meraviglia ed una spiaggia per ogni momento di sconforto.

Immagine di copertina:
Boccadasse. Foto di Simone B.


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Nato a Genova il 7 marzo 1995. Cresciuto a Boccadasse. Diplomato al Liceo Scientifico Martin Luther King di Genova. Laureando in Biotecnologie presso l’Università degli Studi di Genova. Presente con la poesia Ladri Legali nell’antologia “Premio CET Scuola Autori di Mogol, VI edizione”. Presente con la poesia Anomalia nell’antologia “Verrà il mattino e Avrà il Tuo verso - Poesia d’Amore”. Presente con la poesia Il Faro nell’antologia “Premio Internazionale II Federiciano, undicesima edizione”. Autore della raccolta di poesie Intermittenza, pubblicata il 14 dicembre 2019 da Aletti Editore.

1 Comment

  1. Interminabili cantieri in Via Brigata Liguria? Forse voleva dire Viale Brigata Bisagno? Non ricordo cantieri in Via Brigata Liguria.

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