Gallery talks

Pausa pranzo al Museo: le gallery talks del Museo Chiossone

I musei riaprono, ma con orari limitati. Come saziare la fame di cultura del pubblico?

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I musei hanno riaperto. Eccome se hanno riaperto! Entrata la Liguria in zona gialla il primo lunedì di febbraio, molte istituzioni culturali non hanno perso tempo e hanno nuovamente aperto le loro porte al pubblico già nel corso della stessa settimana (in tempi molto più brevi rispetto la riapertura post primo lockdown). 

Sebbene questa sia una notizia alquanto positiva, vi è però un rovescio della medaglia. La maggior parte dei musei visitabili sono aperti dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18.

Dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18.

Se queste parole non vi accendono nessuna lampadina, probabilmente appartenete a una fetta di popolazione genovese piuttosto ampia, quella dei pensionati. Infatti, a grandi linee, questo orario coincide con quello lavorativo.

Dunque, come sopperire alla fame di cultura dei lavoratori e delle lavoratrici genovesi?

Una possibile soluzione viene offerta dal Museo Chiossone che ogni giovedì e venerdì organizza delle brevi gallery talks… in pausa pranzo.

Si tratta di una bella iniziativa, non rarissima, ma sicuramente non tanto diffusa quanto si spererebbe, attuata sia all’estero in tempo pre-covid dalla National Gallery e dal Courtauld Gallery a Londra, giusto per citarne due, sia di questi tempi e in zone a noi più vicine, come il Museo di Scienze Naturali “G. Orlandi” a Voghera.

In cosa consistono le gallery talks presso il nostro Museo d’Arte Orientale?

Nell’arco di quindici minuti, la direttrice Aurora Canepari (con la quale abbiamo già avuto il piacere di parlare qui: Musei e Covid: l’esperienza del Museo Chiossone) presenta l’allestimento temporaneo di alcune celebri vedute del monte Fuji del grande artista Hokusai – quello della Grande Onda, per capirci – raramente visibili a causa della loro deperibilità.

Gallery talks
Allestimento stampe Hokusai, Museo d’Arte Orientale E. Chiossone. Foto di Maria T.

La direttrice introduce le scene rappresentate e le colloca nel loro contesto storico e sociale, attira l’attenzione su certi dettagli e ne spiega il significato, sottolinea la qualità artistica di alcuni capolavori selezionati – sì, si parla anche della Grande Onda –,  trasportandoci in un’altra epoca e in un altro luogo, anche solo per qualche minuto. 

La visita è compresa nel prezzo del biglietto, cha varia dai 5 ai 6 euro, inizia alle 12:45 e dura un quarto d’ora circa. I posti sono limitati, fino a 4 persone, ed è obbligatorio prenotare mandando un messaggio su Messenger alla pagina Facebook del museo oppure una e-mail all’indirizzo museochiossone@comune.genova.it

Insomma, un’occasione unica per chi desideri saziare la propria mente all’ora di pranzo.

Immagine di copertina:
Museo d’Arte Orientale E. Chiossone. Foto Maria T.


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Storica dell’Arte laureata con una tesi sui bestiari medievali presso il Courtauld Institute of Art di Londra. Negli ultimi anni trascorsi tra Italia, Germania e Inghilterra si è interessata di storia dell’arte medievale, musei, didattica e divulgazione. Europea ma genovesissima.

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