Ostello Bello Genova

Questa casa non è un albergo

In via Balbi 38 ha da poco aperto un posto che non né un albergo, né un ostello qualunque. E allora che cos’è?

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Il rapporto con la propria città può essere paragonato a quello che si ha con una persona cara. Una di quelle che si conosce così bene da non doverla neanche più guardare per immaginarne le espressioni e i gesti.

È per questo che spesso non ci accorgiamo dei “piccoli” cambiamenti che interessano questə nostrə vecchə amicə, almeno non nell’immediato. 

Ed è sempre per questo motivo che non mi sono accorta subito dell’arrivo di Ostello Bello in via Balbi. 

Passandoci talmente tante volte ho iniziato a osservare più la gente che i palazzi, pensando in modo un po’ presuntuoso che non ci fosse più niente di nuovo da scoprire. Ovviamente mi sbagliavo.

Anche Genova cambia, molto più lentamente rispetto ad altre città, ma anche lei come qualsiasi altra cosa e persona non sfugge allo scorrere del tempo.

Questa volta però la trasformazione non solo è più che positiva, è addirittura una novità. Infatti, al numero 38 di Via Balbi è situata ora la sede genovese di Ostello Bello. 

Chi è stato a Milano forse lo conosce già, ma per chi non lo sapesse Ostello Bello è un progetto nato da un gruppo di amici che, avendo una profonda passione ed esperienza nel vivere gli ostelli, ha realizzato il sogno di crearne uno suo. E così è stato: nel 2010 hanno costituito una società e dopodiché hanno dato inizio ai lavori di restauro in via Medici 4 a Milano, dove è nato così il primo Ostello Bello nell’agosto 2011.

Nel 2014 è stata aperta una sede anche in Myanmar. Nel 2015, in occasione dell’Expo, si è scelto di aprirne un’altra vicino alla Stazione Centrale di Milano, posizione strategica per accogliere e ospitare molti dellɜ turistɜ giuntɜ per l’esposizione. Ma non è finita qui. Infatti, tra il 2017 e il 2018 due nuovi ostelli hanno trovato spazio rispettivamente sul lago di Como e a Bevagna, in provincia di Perugia. 

Nonostante il 2020 sia stato un anno drammatico anche (e soprattutto) per l’hospitality, Ostello Bello non si è lasciato spaventare e ha aggiunto alla lista di città “occupate” anche Genova e Firenze. 

Oltre all’atmosfera allegra e accogliente, all’arredamento particolare e allo stesso tempo caratteristico della città in cui ci si trova, ciò che più mi piace è che non sia solo un posto in cui dormire e mangiare, bensì un luogo aperto allo stesso modo allɜ turistɜ e allɜ locali, che al posto dei tipici servizi offerti dai comuni alberghi o ostelli si propone come spazio polifunzionale con la possibilità di organizzare anche eventi e concerti, o semplicemente di passare una piacevole serata tra amicɜ. 

Infatti, il modello di Ostello Bello si basa sull’offerta di un’esperienza di accoglienza e di condivisione che ruota intorno al concetto di “casa”. Per cui se vi capitasse di passare per via Balbi (e so che vi capita), vi consiglio di andare a dare un’occhiata, magari anche a prendervi una birra, per gustarvi quell’atmosfera internazionale e gentile che Ostello Bello è pronto a creare.

Immagine di copertina:
Foto di Elena M.


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Nata nel 1999 a Genova, studentessa fuori sede a Milano. Ascolta e osserva molto, ma a volte non le basta, quindi scrive. E ha scoperto che le piace molto. Crede fortemente nel binomio cultura-economia e nella possibilità di perfezionarlo nel tempo.

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