Cimitero di Staglieno

Il Cimitero di Staglieno, un museo a cielo aperto a due passi da casa

Un pomeriggio in visita al cimitero di Staglieno. Tra statue antiche e mausolei ombrosi, Staglieno riesce sempre a sorprenderti.

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A pochi minuti dal centro di Genova, è presente, ad insaputa di molti, uno dei musei a cielo aperto più affascinanti di tutta Italia, se non del mondo. Conosciuto da tutti come il Cimitero Monumentale di Staglieno, questo non è solo un luogo sacro di sepoltura dei defunti ma, anzi, nasconde al suo interno una storia artistica secolare, in particolare quella nobiliare genovese che ha contraddistinto nei secoli scorsi il capoluogo ligure.

Cimitero Monumentale di Staglieno
Cimitero Monumentale di Staglieno. Foto di Francesca Traverso

Mi è capitato solo di recente di visitare il Cimitero di Staglieno e di rimanerne piacevolmente sorpreso.

Al suo interno questo museo a cielo aperto, così lo voglio definire, è uno spettacolo agli occhi di un appassionato di storia e d’arte. 

Staglieno fu inaugurato il 1851, progettato dall’architetto Carlo Barabino, il quale ideò altri edifici storici come il Palazzo dell’Accademia e il Teatro Carlo Felice a Genova. Barabino, causa l’epidemia di colera morì, non riuscendo a iniziare i lavori. Il compimento di questi fu affidato al suo allievo e collaboratore, Giovanni Battista Resasco. I lavori partirono nel 1844 proprio alle pendici di un’area collinare verde ben poco abitata poco sopra il fiume Bisagno.

I lavori poi continuarono per tutto l’Ottocento e il Novecento, con l’ampliamento di nuove aree destinate ai caduti di Guerra e anche legato al fatto che Genova era uno dei principali centri industriali e commerciali d’Italia all’inizio del Ventunesimo secolo e quindi c’erano sempre più abitanti e conseguentemente sempre più decessi.

Cimitero Monumentale di Staglieno
Corridoi e labirinti a Staglieno. Foto di Marianna Poggi

Staglieno infatti è il quartiere di Genova da cui prende il nome il Cimitero Monumentale. Situato nella Val Bisagno, questo cimitero è uno dei più importanti a livello monumentale di tutta Europa.

Non esiste di per sé una definizione precisa di cimitero monumentale. Si definisce così quando, per l’importanza delle persone sepolte e dei monumenti funebri, si ritiene che sia opportuno tutelare la memoria collettiva del luogo con le sue peculiarità.

E Staglieno di fatto è ricco di sepolture degne di nota.

Cimitero di Staglieno
Tomba di Caterina Campodonico, venditrice di nocciole. Foto di Marianna Poggi

Basti pensare alla parte iniziale ed introduttiva del cimitero, denominata porticato inferiore. Questo porticato quadrangolare, diviso in quattro parti da due vie perpendicolari, è ricco di moltissime sculture che si ispirano allo stile neoclassico e al realismo borghese. La cosa più rilevante è che questo porticato è per lo più costituito unicamente da sole tombe appartenenti alle famiglie borghesi di Genova dell’Ottocento e Novecento, che commissionavano a scultori genovesi e non solo monumenti funebri, tramite i quali ostentavano la propria opulenza.

Lo scrittore Mark Twain descrive così in un suo libro il fascino di questo cimitero e il suo complesso architettonico:

È un ampio corridoio di marmo fiancheggiato da colonne che si stende intorno ad un grande quadrato di terreno libero; il suo spazioso pavimento è di marmo e su ogni lastra c’è un’iscrizione, giacché ogni lastra ricopre una salma. Da una parte e dall’altra, avanzando nel mezzo del passaggio, vi sono monumenti, tombe, figure scolpite squisitamente lavorate, tutte grazia e bellezza. Sono nuove, nivee; ogni lineamento è perfetto, ogni tratto esente da mutilazioni, imperfezioni o difetti; perciò, per noi, queste lunghissime file di incantevoli forme sono cento volte più belle della statuaria danneggiata e sudicia salvata dal naufragio dell’arte antica ed esposta nelle gallerie di Parigi per l’adorazione del mondo. ” 

E proprio leggendo queste sue descrizioni, mi è venuto subito in mente il porticato inferiore di cui vi ho appena parlato e la sua schiera di monumenti funebri. Notevole è anche il piano superiore del porticato. Questa parte rimane decisamente più nascosta rispetto al piano terra, è decisamente più ombrosa perchè rimane al chiuso e ci filtra meno luce.

Qui si percepisce l’antichità e la decadenza del cimitero, quasi vieni trasportato in un’altra epoca, in un secolo diverso.

Oggi queste tombe sono grigie per lo smog, la polvere e la mancanza di illuminazione, non sono nuove e bianche come le descrive Twain. 

Cimitero di Staglieno
Cimitero di Staglieno. Foto di Eliane Meyer

Questo senso di abbandono e di decadenza a mio parere rende il tutto molto affascinante e non c’è da stupirsi se aprendo Internet vieni a sapere che:

Ernest Hemingway, (si, proprio lui) definì questo posto come una delle più belle meraviglie del mondo.

In mezzo al porticato inferiore e alle due vie perpendicolari, si erge un’enorme statua, la Fede dello scultore Santo Varni, alta nove metri. Questa statua non è stata eseguita per una particolare tomba, come tutte le altre che costituiscono il porticato circostante, ma per un’emblematica rappresentazione della magnificenza del cimitero allo spettatore che accede dall’ingresso principale.

Dietro la statua, in asse con la porta principale di entrata, si fa spazio un’ampia scalinata di marmo, alla cui sommità si trova il Pantheon, che ricorda molto quello di Roma. Purtroppo è spesso chiuso. Raramente infatti viene lasciato aperto al pubblico.

Al suo interno si possono trovare innumerevoli tombe di illustri genovesi, ornate da statue e bassorilievi legati al sobrio neoclassicismo.

Spostandoci verso la parte collinare, ecco aprirsi una vista mozzafiato. 

Cimitero Monumentale di Staglieno
La cappella Raggio all’interno del Cimitero di Staglieno. Foto di Emanuele C.

È la prima volta, da quando si entra dall’ingresso principale, che si incontra un paesaggio naturale. Ci si lascia dietro l’impianto architettonico geometrico, spesso chiuso e buio, per poi incontrare un ambiente finalmente aperto, a contatto con la natura.

Infatti proprio a ridosso del Pantheon, incomincia quello che viene chiamato il boschetto irregolare, un’area che percorre viali sinuosi che seguono l’andamento della collina.

Prima però di entrare nella vegetazione, spicca per maestosità la cappella Raggio, che personalmente mi ha impressionato. Questa cappella fu fatta erigere per il Commendatore Armando Raggio, un industriale genovese, per seppellire le spoglie della moglie. L’architetto Rovelli ideò questa cappella in stile gotico. È notevole la somiglianza della cappella con il Duomo di Milano, anche se le dimensioni son ben diverse. 

Immergendoci quindi nel folto verde e salendo il sentiero lungo la collina, lo scenario cambia nuovamente. Si susseguono una vastità di monumenti e mausolei dedicati ai protagonisti dell’unificazione d’Italia come Mazzini e Novaro (compositore dell’inno d’Italia). L’ambiente è diventato boscoso e parecchio ombroso, fa impressione vedere quante tombe siano presenti in questo settore. Sparse sotto gli alberi, ricoperte dal fogliame, sembrano non finire più. Questo bosco dei Mille custodisce le spoglie di tutti quei soldati che sono morti durante le campagne risorgimentali.

Questo è solo uno dei piccoli itinerari che si possono fare durante una giornata al cimitero di Staglieno.

Il cimitero è molto vasto (comprende un’area di trecentotrentamila metri quadrati) e i luoghi e i monumenti da visitare sonodavvero tanti, inoltre vi sono sepolti personaggi illustri che hanno segnato la storia di Genova, come Fabrizio De Andrè, Gilberto Govi, Nino Bixio e tanti altri ancora, fino ad arrivare a personaggi che destano curiosità come Constance Lloyd (moglie di Oscar Wilde).

Vale la pena sicuramente passare una giornata al cimitero per visitare e scoprire questo meraviglioso e sorprendente, per chi lo conosce poco, museo all’aria aperta, così tanto vicino casa. 

Cimitero di Staglieno
Pietà. Foto di Marianna Poggi

Consiglio a tutti di dare un’occhiata al sito del Cimitero di Staglieno, che offre una interessante mappa interattiva con itinerari tematici e la suddivisione per settori dell’ampio complesso.

Immagine di copertina:
Cimitero di Staglieno. Foto di Emanuele C.


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Laureato in Economia a Genova. Stagista acca 24. Grande appassionato di sport, arte e cinema. Ama follemente la sua città e la sua storia. Curioso fino al midollo.

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