Gabriele Fiannacca cantautore genovese

Gabriele Fiannacca, cantautore genovese: l’intervista

Abbiamo intervistato il cantautore genovese Gabriele Fiannacca, in uscita con il suo primo album “Rhododendron Park” che raccoglie più di vent’anni di carriera.

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Ciao Gabriele, introduciti al pubblico di wall:out!

Ciao Francesco, mi chiamo Gabriele Fiannacca e sono un grande appassionato di musica e poesia. Ho lavorato per tanti anni in ambito teatrale e musicale come organizzatore e collaboratore, da qualche mese sono un funzionario della Regione Liguria. Dopo i primi anni universitari trascorsi suonando con la mia rock band, ho proseguito la mia carriera da solista proponendo brani scritti e composti di mio pugno. Quest’anno sono riuscito a raccogliere il lavoro di scrittura svolto negli anni e sono appena uscito con il mio album solista “Rhododendron Park”.

Il tuo esordio nel cantautorato genovese racchiude in nove canzoni diverse fasi della tua vita e della tua carriera, giusto?

Sì, sono canzoni che ho scritto tra i venti e i trentacinque anni, che vanno dal periodo dei miei studi universitari al DAMS (Discipline delle arti, musica e spettacolo) di Imperia alla mia esperienza come expat a Brema, in Germania, che è forse la più significativa nei confronti del disco.

Mi piace pensare ai miei brani come passaggi di tre cicli di vita: l’amour fou, la maturità e il disincanto, e la morte.

Della prima fase cito “Genova Supernova”, che parla del mio rapporto conflittuale con la città in cui sono nato e che, nel bene e nel male, mi ha formato come cantautore.

Dalla seconda prendo “Rhododendron Park”, icona di Brema, luogo di speranza e allo stesso tempo rimando alla mia condizione di lavoratore precario.

E poi c’è “Suicidio incensurato”, la mia esigenza di raccontare in musica un traumatico evento a cui ho assistito in passato.

Genova è la casa che ti ha spinto alla fuga e dove sei poi tornato a vivere con la tua famiglia. Prima menzionavi questo complicato rapporto con “la città matrigna” di cui canti in “Genova Supernova”: parlacene un po’…

Genova è una città di una bellezza letteralmente struggente che, parafrasando Gino Paoli, ti stringe nella morsa tra mare e monti, ti spreme e ti spinge a esprimerti nell’arte per fuggirne. A ben vedere una fuga neanche tanto metaforica, vista la mancanza di opportunità e di spazi per i giovani, che decidono di emigrare per studio e lavoro.

Io stesso ho sempre avuto difficoltà a trovare luoghi e date in cui potermi esibire e ho finito per trovare più accogliente l’atmosfera dei locali in Germania, dove, per altro, sono grandissimi appassionati di canzone italiana. 

La stessa sede del DAMS di Imperia, che ho frequentato nei primi anni Duemila, era un polo culturale incredibile, con ospiti del calibro di Dario Argento, Paolo Villaggio, Giuliano Montaldo… ma purtroppo hanno chiuso anche quella. 

Chi o cosa ha provocato la scintilla che ha acceso in te la passione per la poesia e di conseguenza per la musica?

Una grande influenza per me sono stati gli scrittori del Novecento: Caproni, uno su tutti, ma anche Montale e Ungaretti in Italia, Fante e Bukowski negli Stati Uniti e Céline in Francia. 

Per quanto riguarda la musica, invece, sono partito dal cantautorato che mi aveva fatto ascoltare mio padre, approfondendo poi per conto mio. Cito la scuola genovese, sulla quale ho anche scritto una tesi di laurea, quindi De André, Lauzi, Paoli, Tenco, ma anche altrove con Iannacci, De Gregori, Endrigo…

E chi attira la tua attenzione oggi?

È molto bravo Giovanni Block, un cantautore di Napoli che, nel 2007, aveva vinto il premio Tenco come miglior autore emergente. Mi piace Zibba, che conosco di persona e con cui ho organizzato un evento ad Arenzano, e lo stesso Eugenio Ripepi con cui ho collaborato in “Canzoni per l’uso”, un amico di vecchia data e un grande artista.

Gabriele Fiannacca cantautore genovese
Gabriele Fiannacca ed Eugenio Ripepi. Foto di Sara Fenu

A proposito di collaborazioni, Ripepi non è l’unico a comparire nell’album.

La seconda collaborazione è “Nel buio dell’estate”, brano composto e arrangiato dal chitarrista italo-nigeriano Babatunde Adewale Temiloluwa Faderin, in arte Ras, che ho conosciuto a Brema e con cui ho condiviso la mia esperienza all’estero e di conseguenza la mia passione per la musica. 

Tutte le canzoni sono state arrangiate da Davide Mocini, polistrumentista e chitarrista genovese, compositore di musica originale per liuto rinascimentale contaminata con musica elettronica.

Dietro al progetto ci sono poi tanti strumentisti e tecnici del suono che hanno offerto il loro preziosissimo contributo e che sto ringraziando uno ad uno in questi entusiasmanti giorni di uscita del disco.

Gabriele Fiannacca cantautore genovese
Foto di Gabriele Fiannacca 

Qual è stato il processo creativo in merito alla copertina del disco?

Volevo che la copertina e le grafiche fossero in grado di riflettere le tematiche del disco in maniera “scenica”.

In primis, il rododendro, un fiore meraviglioso ma velenoso, metafora della dualità del mio rapporto con Brema stessa, con Genova, con la scrittura… dualità che si riflette anche nella luminosità dell’insegna dal richiamo circense e nell’oscurità degli intricati ingranaggi che stanno dietro.

Ci sono due facce per ogni cosa.

Vorrei concludere con una tua riflessione in merito alla canzone d’amore, che è spesso impacchettata come il bel prodotto della musica italiana commerciale, ma che dimostra, come nel tuo disco, di poter essere molto di più quando è argomento trattato con onestà sotto tutti i punti di vista.

Torno al discorso sulla dualità, perché l’amore stesso non può esistere senza la sofferenza causata dal sentimento di morte.

Trovo che sia più onesto affrontarne entrambi gli aspetti: è più vero e più sincero. È sicuramente emblematico come io stesso, così come altri cantautori, possa farne parodia (“Canzoni per l’uso”) per poi trattarne estensivamente nella mia musica… alla fine ci casco sempre [ride].

Rhododendron Park è disponibile in streaming sulle principali piattaforme musicali digitali e in copia fisica alla Casa dei Cantautori in Via del Campo.

Gabriele Fiannacca cantautore genovese
Gabriele Fiannacca e Davide Mocini. Foto di Sara Fenu

Immagine di copertina:
Gabriele Fiannacca. Foto di Sara Fenu


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Aspirante giornalista laureato all’Università di Sheffield. Appassionato di cultura hip-hop, street art e pallacanestro. Sfegatato tifoso dei Philadelphia 76ers. Trust the process!

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