Sala Dogana CreArt La creatività e lo spazio

L’esperienza e il futuro di Sala Dogana. Quali prospettive?

Brevissimo report sull'incontro di martedì 29 settembre 2020 a Palazzo Ducale tra i giovani artisti e le istituzioni culturali della città.

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La invitiamo all’evento “La creatività e lo spazio: l’esperienza e il futuro di Sala Dogana” che si terrà martedì 29 settembre 2020 a Palazzo Ducale. La firma del nuovo protocollo d’intesa tra Comune di Genova, Fondazione Palazzo Ducale, Università di Genova e Accademia Ligustica di Belle Arti per la gestione di Sala Dogana a Palazzo Ducale sarà un’occasione per discutere sul futuro dello spazio cittadino dedicato alla creatività giovanile e del suo rapporto con il territorio.

Di seguito il programma della giornata

ore 10.00 – 12.00 Sala Camino
Workshop: Sala Dogana? Ci ho abitato: idee e proposte degli artisti che hanno animato lo spazio

ore 10.00 – 12.00 Salone del Minor Consiglio
Workshop: Mettere in rete: come aumentare l’effetto volano, le connessioni e l’impatto sulla città

ore 16.00 – 18.00 Salone del Minor Consiglio
Seminario: La creatività e lo spazio: l’esperienza e il futuro di Sala Dogana
Durante il seminario verranno presentati ai relatori i risultati dei workshop.

Oggi parliamo della chiamata alle armi per ri-pensare insieme un punto di vitale importanza della vita culturale della nostra città, giornata di workshop e seminario che si è svolta lo scorso martedì a Palazzo Ducale. Invitati a partecipare tutti gli artisti e i ragazzi che hanno collaborato con Sala Dogana.

Alcuni di questi ragazzi – giovani professionisti operanti in campo artistico – si presentano al workshop della mattina del 29 settembre, martedì scorso, e discutono del futuro di un luogo importante come Sala Dogana: più che l’entusiasmo e la fiducia, però, in primo luogo emergono alcune perplessità, dei punti critici che solo chi ha gli occhi giovani può individuare con chiarezza.

Solo chi è attivo e sgomita nel tessuto culturale e sociale contemporaneo e ne conosce le falle, le incongruenze, ma ne percepisce la forza, può immaginare un futuro concreto per questo spazio. E non solo per Sala Dogana, ma per tutta la città. 

All’incontro pomeridiano sono presenti

Cesare Torre – Comune di Genova
Serena Bertolucci – Fondazione Palazzo Ducale
Guido Fiorato – Accademia Ligustica di Belle Arti
Luca Sabatini – Università degli Studi di Genova
Matteo Bagnasco – Compagnia di San Paolo

Per le sedici l’incontro ha inizio puntuale. Dopo l’introduzione, il primo intervento è quello di Irene Tamagnone che si fa portavoce di quanto emerso in mattinata elencando una serie di punti che riportiamo qui per intero.

Sala Dogana CreArt La creatività e lo spazio
Palazzo Ducale – Sala del Minor Cosiglio, seminario. Foto di Simone Meneghelli.

Principali problemi

  • Difficile interazione tra i giovani e le istituzioni. Arrivano buone proposte artistiche ma mancano le collaborazioni per creare una rete di comunicazione a sostegno degli artisti. 
  • Sala Dogana ha scarsa visibilità fisica e virtuale 
  • Frammentarietà e individualismo di istituzioni e associazioni del territorio genovese 
  • Singoli artisti bravi isolati, mancanza di network 
  • Gli artisti sono poco informati su gli spazi a cui chiedono di esporre 
  • Nell’ultimo anno sono arrivate poche proposte artistiche 
  • Mancanza di luoghi espositivi gratuiti in cui gli artisti genovesi possano esporre le loro opere 

Principali proposte

  • Costruzione di un’identità specifica per Sala Dogana identificando sul territorio il target a cui proporsi. Partire dal web seguendo il filone di quello che è già stato fatto in questi anni. 
  • Organizzazione all’interno di Sala Dogana di attività che permettano di fare rete tra gli artisti. Ad esempio organizzazione di workshop tematici e momenti di ritrovo. Baratto culturale tra artisti, in cui ciascuno dà e riceve esperienze, stimoli e conoscenze.
  • Open call per giovani curatori che possano affiancare gli artisti nella gestione dell’allestimento di Sala Dogana.
  • Collaborazione con il Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce per creare una collezione delle opere degli artisti che hanno esposto negli anni in Sala Dogana.
  • Crescita dell’attività di comunicazione su social/siti dedicati per aumentare la visibilità di Sala Dogana e maggiore distribuzione di materiale informativo cartaceo.
  • Maggiore apertura dei bandi, che finora hanno ricevuto poca visibilità. Uso di canali social, ad esempio di gruppi chiusi tematici di concorsi d’arte nazionali e internazionali su facebook o altri social.
  • Bandi a scadenza invece che bandi perenni meno efficaci. 
  • Proposta di attività legate ad artisti non genovesi che abbiano come tema Genova. Ai genovesi interessa molto il punto di vista e l’esperienza di chi non vive a Genova, e questo porterebbe interesse.
  • Apertura di Sala Dogana anche in orario serale.
  • Programmazione di attività gratuite di presa in visione dei portfoli degli artisti che così possano essere aiutati nella gestione dell’allestimento.

All’intervento di Irene Tamagnone seguono i discorsi delle istituzioni e infine un dibattito acceso tra i relatori e la platea.

Motivo del contenzioso il solito annoso problema della politica genovese (e non solo): il vuoto comunicativo tra le diverse generazioni e la difficoltà a cooperare con coesione tra parti che in generale o sono offese o sono molto poco lungimiranti.

Dibattito acceso che è stato segnale di qualcosa che si muove. Momento di confronto nel vero termine della parola, nel quale ciascuno (sia i giovani, sia le istituzioni presenti) ha messo le sue carte sul tavolo. 

Mettiamo dunque le nostre carte sul tavolo. Per Sala Dogana, in questo caso, ma non solo.

Hai delle idee a riguardo?

Mettile sul tavolo e commenta questo articolo. Costruiamo insieme un dialogo e un nuovo futuro per una città che si merita il nostro contributo.

Immagine di copertina:
Sala Dogana Genova


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