Giovanni De Gara Eldorato

Una porta per i migranti

Arte contemporanea che riflette sulle migrazioni, sulla terra promessa, sull'accoglienza e sui principi cristiani.

322 views
5 min

Prima della pandemia, quando si andava a teatro ogni mese, a volte capitava di essere in anticipo ed aspettare l’apertura della sala passeggiando per via Baccigalupo, sulla quale si affacciano sia il teatro Politeama sia il Duse, una delle sedi del Teatro Nazionale di Genova; in una piazzetta adiacente sorge la chiesa anglicana dello Spirito Santo.

Si tratta di una piccola architettura neoromanica, che passa inosservata alla vista di chi è abituato a riempirsi gli occhi con lo splendore medievale della cattedrale di San Lorenzo o con gli ori barocchi dell’Annunziata… ma ad attirare la mia attenzione fu qualcosa di egualmente dorato: la porta della chiesa era, infatti, rivestita da una tela metallica che mostrava ancora i segni delle pieghe e della quale a prima vista non si intuiva la funzione esatta, forse qualche sguardo disattento li avrà scambiati per lavori in corso.

Cerchiamo di ricostruire con ordine tutti i significati sottesi a quella insolita presenza

Nella tradizione artistica cristiana l’oro è sempre stato associato al divino, battuto in sottilissimi fogli veniva applicato sullo sfondo dei polittici medievali alle spalle di santi e Madonne a rappresentare uno spazio sovrannaturale; spesso anche in quel caso sono visibili i punti di giunzione fra i diversi fogli similmente alle pieghe della nostra copertura.

È questa la prima interpretazione che viene in mente davanti al binomio chiesa e oro, ma in questo caso si tratta di un oro ben diverso: quello delle coperte isotermiche nelle quali vengono avvolti i migranti soccorsi in mare per evitar loro l’ipotermia.

In estate, quando il mare placa i suoi flutti invernali, ricomincia ad aumentare il numero di uomini, donne e bambini che salpano dall’altra sponda del Mediterraneo alla ricerca di un futuro migliore nell’eldorado europeo, anche a costo di rischiare la vita nei non infrequenti naufragi perché sul piatto della bilancia questo rischio ha un peso minore di quelli che si corrono non partendo.

Una volta soccorse, le persone vengono avvolte in questa coperta simile alla carta stagnola che contrasta l’ipotermia che può essere causata dalla lunga permanenza in acqua, inoltre rispetto alle normali coperte è antivento, impermeabile e meno ingombrante, cosa che la rende particolarmente adatta all’impiego in situazioni di emergenza.

Eldorato

Tutti questi significati si intrecciano nella porta in questione, che altro non è che l’opera Eldorato dell’artista fiorentino Giovanni De Gara: una riflessione sulle migrazioni, sulla terra promessa (un Eldorado appunto), sull’accoglienza e sui principi cristiani.

L’opera venne installata per la prima volta nel 2018 nella Basilica di San Miniato al Monte a Firenze e continua a coinvolgere temporaneamente numerose chiese in tutta Italia, da Lampedusa alla basilica di San Francesco ad Assisi (qui la più recente comparsa dell’opera lo scorso autunno).

Giovanni De Gara
Eldorato, Genova. San Torpete. Giovanni De Gara

A Genova, oltre alla chiesa anglicana sono state interessate le altre chiese protestanti e la chiesa di San Torpete retta da Don Farinella, sacerdote che nel 2018 prese duramente posizione contro il decreto sicurezza tenendo chiusa la chiesa a Natale. Queste le sue parole a commento dell’opera di De Gara:

Indorare le porte della chiesa, significa ricordare che nessuno può mai chiudere una porta o i porti se prima non sono in salvo coloro che vogliono e devono essere salvati. Il racconto del diluvio è una parabola per ogni tempo e generazione.

Eldorato, Genova. Don Farinella

Oggi, mentre si torna a parlare di crisi migratoria a Ceuta e l’Unione europea cerca nuovi accordi con Libia e Tunisia, è ancora una volta l’arte a suggerirci una risposta più umana. 

Per chi volesse approfondire il tema delle migrazioni viste attraverso l’arte contemporanea suggerisco la mostra La terra inquieta, tenutasi nel 2017 alla Triennale di Milano.

Immagine di copertina:
Eldorato, Genova. Chiese protestanti, Chiesa Anglicana. Giovanni De Gara


Scrivi all’Autorə

Vuoi contattare l’Autorə per parlare dell’articolo?
Clicca sul pulsante qui a destra.
Oppure scrivi un commento nel form qui sotto.


Varazzina, provinciale e "sarvæga" ma curiosa di tutto senza alcun filo logico; ai Rolli Days ha scoperto quanto le piaccia far appassionare la gente a ciò che la entusiasma. La cosa più importante che ha fatto nell’ultimo anno è stata iniziare l’Alta Via dei Monti Liguri (ah già, anche laurearsi).

Sirotti Reboot
Articolo Precedente

Sirotti Reboot – uno sguardo dentro l'opera (letteralmente!)

Il mondo delle api
Prossimo Articolo

Il mondo delle api | I consigli di Zena Verde

Ultimi Articoli in Medium