Dancefloor Nostalgia

Dancefloor Nostalgia – Week #1

Dancefloor Nostalgia è la playlist di Wall:out dedicata al popolo della notte. Una selezione di dieci brani per riportarci con la mente sulla pista da ballo!

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9 min

Sono passati mesi dall’ultima volta che ci siamo trovati sulla pista da ballo. Un grande problema non solo per i locali, gli artisti e gli operatori, ma anche per tutti coloro a cui urge ballare e ascoltare della musica a tutto volume. Il mondo cambia, la musica fa lo stesso. Ma ciò non significa che produttori e musicisti abbiano smesso di sfornare dischi per le dancefloor di tutto il mondo, e non significa nemmeno che noi abbiamo smesso di ascoltarli. Che sia il club più underground o il salotto di casa, a volte c’è proprio bisogno di lasciarsi andare. 

Per questo motivo ho deciso di presentare ai lettori di Wall:out Dancefloor Nostalgia.

Una playlist settimanale dove seleziono e commento dieci brani dal mio archivio, nel tentativo di allietare il vostro weekend. Troverete nuove uscite e classici senza tempo, senza grandi distinzioni; la prerogativa è una sola: farvi ballare.



1 • Hanna – Champion

Champion EP
Penelope, 2020

Partiamo con il recentissimo singolo di Hanna uscito sulla neonata label Penelope. Hanna, “al secolo” Warren Harris, è un produttore e polistrumentista statunitense già attivo dalla fine degli anni ’90 e conosciuto dai più per le sue pubblicazioni su etichette leggendarie come Sound Signature (Theo Parrish), Metamorphic Recordings (Dan Curtin), Track Mode, Apollo (R&S Records) ecc. 

La sua attività rallenta dopo una decina di anni ma intorno al 2015 torna a pubblicare: negli ultimi quattro anni ha rilasciato la bellezza di un album e tredici singoli, per la gioia di tutti gli appassionati in giro per il mondo. I suoi dischi sono delle vere perle. Con uno stile unico nel suo genere, detiene la reputazione di uno dei mostri sacri della house americana ibridata al jazz. 

2 • Kyle Hall – Mysterious Lake 

From Joy
Wild Oats, 2015

“Mysterious Lake” è il sesto e penultimo brano del secondo album di Kyle Hall, erede della scuola house di Detroit. “From Joy” è un viaggio nel mondo della nuova Motor City, nel quale “Mysterious Lake” è il tratto più allegro. Insomma, a differenza di alcune tracce dell’album, è quella che parla in modo semplice e positivo e che ci libera dalla pesantezza della metropoli, nonostante quella punta di malinconico, resa benissimo dalla melodia del pianoforte che entra dal quarto minuto circa e che anzi la rende ancora più attraente. Consigliatissimo l’ascolto integrale dell’album, vero e proprio instant classic.

3 • Byron The Aquarius – Let Go (Sunshine)

Apron EP
Apron Records, 2020

Il terzo brano è estratto dal recente Apron EP di Byron The Aquarius, uscito sull’omonima Apron Records di Steven Julien aka Funkineven, ed è forse la traccia più clubby del disco, costellato di incursioni jazz, hip-hop ed electro. Beniamino di Kai Alcé, Byron sta cavalcando l’onda di una fortunata serie di release, consacrata da “High Life EP” (uscito su Sound Signature e prodotto da Kai Alcé stesso) e culminata con “Ambrosia”, il suo secondo album uscito ad ottobre 2020 per la mitologica Axis, label di Jeff Mills. Insomma, Byron è stato preso sotto l’ala della vecchia scuola, e con ottimi risultati.

4 • Damiano Von Erckert, Retrogott – There’s No Wrong

Also Known As Good.
AVA. Records, 2015

A proposito di Damiano Von Erckert, l’album “Also Known As Good” cristallizza perfettamente la sua concezione eclettica e contaminata della house music. “There’s No Wrong” mescola una ritmica “swingata” e organica con campioni vocali e sintetizzatori, in tre minuti e trenta tutti da ballare. Occhio alla bassline che entra a 1:15.

5 • Tee Mango – Going Wrong

Losing Control EP
Royal Oak, 2017

Tee Mango, alias di Tom Mangan, inglese, padre a tempo pieno e producer part-time (così si autodefinisce nella sua biografia), tre anni fa rilascia per Royal Oak (etichetta del celebre record shop/distributor di Rotterdam clone.nl) questo EP di stampo deep piuttosto orientato alla pista da ballo. “Going Wrong”, insieme alla vocal track “Losing Control”, sono le tracce di punta del singolo. Non siamo responsabili per improvvise reminiscenze della tua ultima nottata fuori.

6 • Mike Huckaby – The Deep House World

The Defenders Of The Deep House World
Third Ear, 2010

“The Deep House World” è un classico del grande Mike Huckaby, tristemente scomparso lo scorso aprile all’età di 54 anni. Padrino della house di Detroit, si è sempre preso a cuore il futuro dei giovani cresciuti nel ghetto insegnando loro l’arte della produzione musicale. Tra questi, appunto, c’è proprio la stella nascente Kyle Hall. Mike Huckaby ha gettato le basi per la salute di un genere che vedrà in lui un profeta eterno. I suoi dischi sono dei must have nelle borse dei dj deep house di tutto il mondo. 

7 • Marcel Vogel, Khalil Anthony – Brown Curls (Nebraska Remix)

Brown Curls
Lumberjacks In Hell, 2018

Passiamo al remix di Nebraska di “Brown Curls”. Con la voce di Khalil Anthony, questa produzione di Marcel Vogel rappresenta a pieno l’ondata di calore trasmessa dai party della malfamata etichetta Lumberjacks In Hell. Soulful house e disco sono i comuni denominatori della label e degli artisti che vi gravitano. Vogel tira i fili di alcune delle più folli e divertenti feste di tutta Europa, ospitando regolarmente dj del calibro di Marcellus Pittman, Dan Shake, Jamie 3:26 e Mr Mendel, giusto per citarne qualcuno.

8 • Moodymann – I Can’t Kick This Feeling When It Hits

Silentintroduction
Planet-E, 1997

Kenny Dixon Jr, conosciuto dalle moltitudini come Moodymann, non ha assolutamente bisogno di presentazioni. Figura mitologica della scena house americana, con questo brano (comparso per la prima volta nel 1996 in un singolo della sua KDJ, qui nella versione da otto minuti contenuta nel suo primo LP, “Silentintroduction”, uscito sulla Planet-E di Carl Craig) Moodymann dimostrava di essere in grado di tirare fuori tutto il soul di questo mondo da pochissimi elementi. La traccia è semplice, minimale, costruita attorno alla monolitica linea d’archi e arricchita da un grooveelementare ma senza tempo. Un grande classico.

9 • WheelUp – Stay For Long (Feat. Brint Story) 

Wanezi EP
Tru Thoughts, 2020

Riguardo WheelUp, pseudonimo di Danny Wheeler, paladino di West London, si dice che sia colui che sta facendo rinascere la scena della broken beat. Questa traccia super funky uscita su Tru Thoughts (una chicca di label nata nel ‘99 che, tra gli altri, ha fatto esordire Bonobo con il suo primo album “Animal Magic”) vede la collaborazione del rapper americano Brint Story, che racconta gli orrori dell’America di Trump. Sound irresistibile e messaggi forti. Ci piace assai!

10 • Mr. De’ – Special (Feat. David Roughin)

Sol+Mind
Electrofunk Records Inc., 2011

L’ultimo brano di questa playlist è un pezzo di Mr. De’, presidente di Submerge Recordings, punto di riferimento della scena ghetto-electro di Detroit e autore di alcune delle più esplicite, irresistibili da ballare e tremendamente sexy tracce house up-tempo.

Immagine di copertina:
CODE WAR. Foto di Francesco Bartoli Avveduti


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Classe 1996, genovese di nascita, studia Comunicazione e Società presso l’Università Statale di Milano. Fondatore e direttore artistico del progetto CODE WAR, nonché dj e produttore, vive a Genova per dedicarsi radicalmente a coltivare la scena locale e a costruirsi un futuro come operatore culturale. È il presidente dell’Associazione Culturale CDWR.

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