Sexto Canegallo

CON TE-MPORANEA | Sexto Canegallo: storia di una rosa non colta e (forse) mai amata

Miami Beach e Parigi. I successi internazionali di un artista che da oltre un secolo parla al cuore di Genova senza essere mai riuscito a rubarlo.

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L’arte contemporanea, che nel senso più fedele e accademico del termine vuole trovare il proprio inizio nel 1793 con quel capolavoro che è La morte di Marat di Jacques-Louis David, è piovuta come una manciata di coriandoli su Genova. Petali colorati che dopo poco più di due secoli non sempre risultano facilmente rintracciabili. 

I fiamminghi diedero lustro secoli addietro alla città vecchia, i divisionisti lo fecero nel Novecento – sebbene con un orizzonte saldamente italiano.

È tra questi che brillò la stella di Sexto Canegallo, profonda voce del Ponente ligure che riuscì nell’impresa di portare oltreconfine il proprio linguaggio magico.

Lo fece con un primo balzo nel ’25, atterrando direttamente a Parigi nella centralissima Galerie La Boétie – la stessa che, per intenderci, lanciò il giovane Jean Metzinger. È dal suo secondo tuffo, però, a non essere ancora tornato. E non ha nessuna intenzione di farlo. Lo si può incontrare infatti dal 1995 nella scintillante 1001 Washington Ave, Miami Beach (Florida), tra le calde mura del Wolfsonian dove spicca la sua Energia Sociale

Sexto Canegallo
Sexto Canegallo a Carezzano. Da Storie di Territori. Foto di Giampaolo Pepe

Gli Champs-Élysées, gli States… e Genova, per Sexto Canegallo?

È certamente nei suoi passi, avendoci abitato una vita intera, ma soprattutto nelle sue mani che non smetteranno mai di ritrarla. Sarà forse proprio la città a non tenerlo sufficientemente stretto: prima lasciandolo affermarsi a Roma, con una presentazione di cinquanta opere (replicata solo in seguito, a successo ottenuto, al Carlo Felice) e poi lasciandolo rifiatare appena gli è possibile fuori regione, a Carezzano. Cittadina che ancora lo adora e per la quale spese parole di miele: “Siete davvero fortunati a vivere qui, è come stare in un quadro”; frase che il piccolo comune incise letteralmente su una targa a lui dedicata. 

Sexto per Genova si risolve in un largo dedicatogli nella sua Sestri Ponente e in una manciata di opere lontane dal centro città. Esclusivamente facendo capolino in mostre altrui, appena gli è concesso, l’artista torna a vivere oggi; piccoli camei dove a testa alta difende sempre la saggezza del suo stile, indipendentemente dal contesto – come è accaduto nella mostra Sirotti e i Maestri a Villa Croce lo scorso anno. 

Genova è sempre stata nel cuore di Canegallo, chissà che un giorno anche lui non trovi uno spazio nel cuore intellettuale della città: Palazzo Ducale.

Anche solo per un battito, come riuscì al suo maestro Rubaldo Merello nella chiacchieratissima (che non è mai un male) prima mostra della gestione-Bizzarri

Un acuto che l’artista merita ancor di più oggi, essendo questa una stagione di riscoperta di cosa e chi fece conoscere Genova e la Liguria al mondo intero.

Immagine di copertina:
Nubi sul Mare. Pastello su cartone. Fonte ValutazioneArte.it, immagine di Berardi Galleria d’Arte.


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Parte del Consiglio direttivo di “Amici dei Musei Liguri e di Palazzo Ducale”, ha rimbalzato a vario titolo per le sale di diverse sedi museali di Genova. Sogna folle a invadere le mostre della città; stesse mostre che visiterebbe a quel punto solo in orari impossibili per non incontrare nessuno.

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