Giorno della Memoria

Che la memoria sia lezione, che la lezione sia speranza

Dall’analisi del problema alla ricerca di una possibile soluzione. Il Giorno della Memoria come punto di partenza.

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Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso.

HANNAH ARENDT

Una citazione è spesso un buon punto di partenza per argomentare un pensiero, un concetto. E quella di Hannah Arendt, secondo me, è adeguata.

Nata da una famiglia ebraica a inizio Novecento in Germania, è costretta ad abbandonare Hannover una volta terminati gli studi.

Studi che Hannah conclude pubblicando la propria tesi e vedendosi vietare la possibilità di ottenere l’abilitazione all’insegnamento nelle università tedesche. Il motivo? Le sue origini, ovviamente.

Politologa, filosofa e storica naturalizzata in seguito statunitense, scrive diversi libri, tra cui “Le banalità del male”, in occasione del processo in Israele contro il criminale nazista Adolf Eichmann.

Hannah Arendt si e ci convince sostanzialmente che le ragioni profonde dei crimini nazisti non risiederono tanto nella cattiveria di alcuni carnefici, quanto nell’assenza di pensiero in uomini del tutto normali nella vita famigliare che, inseriti nella macchina infernale dell’organizzazione nazista, divennero capaci di commettere crimini disumani.

Ma quando noi umani agiamo senza pensare? 

Nel tentativo di darmi una risposta, arrivo a pensare che si fanno azioni senza pensare quando abbiamo fiducia (delle nostre capacità, di chi ci sta davanti, della confidenza nell’affrontare un problema), quando abbiamo paura (lo spavento e la paura spesso portano umani e animali ad agire istintivamente senza pensare) o quando siamo ignoranti su un argomento e non vogliamo prenderci l’onere di informarci.

In una sorta di momento di autoanalisi, penso quindi alla mia posizione verso questo tipo di problemi, cercando di analizzare brevemente il percorso che mi ha portato a sviluppare la famosa “mentalità aperta”, a ripudiare ogni sorta di discriminazione. 

Di genere, di etnia, sessuale, qualunque. 

E poi penso che in realtà non si tratta di una posizione poi così difficile da capire, accettare e condividere, la mia.

“Io sono bianco. Tu sei di colore. Lui è maschio etero, Lisa è nata femmina e a trent’anni ha cambiato genere. Ma nessuno di noi si discrimina. Cazzo, valutiamo la persona non basiamoci su inconcepibili pregiudizi”.

È lecito quindi che rimanga anche spiacevolmente “stupito” nel constatare quanto invece siano ancora presenti e diffusi certi ideali discriminatori. È proprio dei giorni scorsi, infatti, la notizia della cattura di un ventiduenne savonese arrestato per terrorismo e propaganda suprematista ispirata alle Waffen-SS naziste. 

Istigazione all’odio e al compimento di crimini esclusivamente per motivazioni legate alla razza, al genere.

Mi chiedo quindi, cosa abbia portato me ad agire e pensare in modo completamente opposto.

Sono sempre stato curioso, ad esempio, di temi come la deportazione degli ebrei, il nazismo, il fascismo. Ho letto tanto a riguardo, tantissimo. “Fino a quando la mia stella brillerà” della senatrice a vita ed ex-deportata ad Auschwitz Liliana Segre, leggetelo. 

È un libricino di circa 200 pagine, poche ore di lettura. Vi aiuterà.

Ho inoltre sempre avuto piacere a confrontarmi con le persone, a discutere dell’argomento. Razzisti, sessisti, è importante averci un dialogo. Capire il problema è un buon punto di partenza per affrontarlo.

Ho poi avuto la fortuna di viaggiare e visitare luoghi come Auschwitz, Birkenau e il ghetto ebraico di Praga. Si, la reputo una fortuna. 


È difficile spiegare a parole ciò che si prova entrando in un campo di sterminio, è un’esperienza che ti segna e che ti insegna. Un luogo pieno di dolore, di sofferenza, di indifferenza. È impossibile uscirne “armato” di ideali come il nazismo.

Penso quindi che chiunque venga accusato di crimini simili, debba essere condotto in questi luoghi. Per finalmente sapere, conoscere, informarsi. Sarebbe un’ottima cura, ne sono sicuro.

È una notizia fantastica allora. Si, signori. Abbiamo una soluzione a portata di mano.

Non limitatevi a leggere questo articolo in occasione del Giorno della Memoria. Leggete i libristudiate, viaggiateabbandonate la paura di conoscere ed affrontare il problema. Diffondete ideali sull’uguaglianza di genere, di etnia, di classe sociale. 

È vostro il compito di far si che certi errori non si ripetano mai più e, come vi ho appena spiegato, è davvero facile.

Buon Giorno della Memoria a tutti!

Immagine di copertina:
Il binario e l’ingresso del campi di sterminio di Birkenau. Foto di Andrea C.


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Classe 1995, nato e cresciuto a Genova, laureato magistrale in Data Science and Engineering presso l’Università degli Studi di Genova e consulente tra Genova e Milano in ambito tecnologico e di business. Viaggiatore e appassionato di musica, nel 2019 ha fondato The Black Bag, un’associazione che si occupa di contrastare l’inquinamento sul territorio attraverso la raccolta, il riciclo e il riutilizzo di rifiuti e plastica.

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