Art Bonus

Mecenati 2.0: la chiamata alle arti

Se alla parola mecenatismo associ solo grandi nomi come i Medici o Peggy Guggenheim sbagli. Ora puoi farlo anche tu ed è più semplice (e conveniente) di quanto pensi.

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In un articolo dello scorso febbraio su Il Sole24ore, il direttore del Museo Egizio di Torino dichiarava che quella sarebbe stata la prima chiusura che il museo affrontava dalla seconda guerra mondiale. Chiusura che ha determinato una perdita di circa 500mila euro a settimana. Non tanto meglio è andata a Milano: si stima che in primavera i musei civici abbiano perso circa 400mila euro a settimana

Non ho mai amato particolarmente i numeri, ma riconosco alle percentuali il potere di traslare cifre sparse su un piano più vicino agli occhi di chi osserva. Dal sondaggio di Federculture (Federazione delle Aziende e degli Enti di gestione di cultura, turismo, sport e tempo libero) su 54 associati emerge che per oltre il 70% degli enti culturali la pandemia ha significato perdite di ricavi superiori al 40% del loro bilancio, e per il 13% più del 60. Inoltre, dal 18 maggio scorso l’80% delle istituzioni culturali non ha ancora riaperto

Non credo sia necessario ripetere quanto sia importante che il nostro sistema culturale funzioni. Ma penso sia importante sapere come si può contribuire a sostenerlo. 

Come si diventa mecenate?

Art Bonus è un credito d’imposta, cioè un credito vantato nei confronti dello Stato, pari al 65% dell’importo donato, concesso a chi effettua donazioni a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano. Ciò significa che a fronte di una donazione di 100€, il donatore ha diritto a un credito d’imposta di 65 euro, con un costo effettivo della donazione di 35 euro.

Le donazioni possono essere effettuate a favore di amministrazioni pubbliche per interventi di restauro del patrimonio culturale di appartenenza pubblica (possibili anche per soggetti privati concessionari di beni culturali pubblici) o a favore di istituti e luoghi della cultura di proprietà pubblica (musei, biblioteche, archivi, aree archeologiche, complessi monumentali) e degli enti di spettacolo previsti dalla norma. Sul sito ufficiale Artbonus è possibile scegliere gli interventi, selezionando la città e poi i diversi progetti. 

Quali sono (stati) gli effetti di Art Bonus? 

Dai 445 mecenati del 2014, si è passati a 4395 nel 2020, superando così le 19.000 erogazioni dall’entrata in vigore della legge, per un ammontare complessivo di oltre 500 milioni di euro.

Anche Genova ha partecipato: Palazzo Ducale nel 2020 ha ricevuto più di 300 mila euro per finanziare eventi e mostre quali 5 minuti con MonetLa street art di ObeyLa grande mostra di Michelangelo, ma anche il Festival di Limes e Cinema d’estate. Nell’estate del 2019, grazie ai fondi ricevuti, è stato anche possibile effettuare il restauro dello stemma sulla Lanterna.

In testa alla classifica per le maggiori erogazioni ricevute troviamo La Fondazione Teatro Carlo felice, che per la stagione d’opera e balletto 2019 ha ricevuto quasi 2 milioni di euro. Dal 2014 (anno di introduzione del bonus), la Liguria ha ricevuto più di 14 milioni di donazioni, aggiudicandosi la settima posizione nella classifica delle regioni.

Quali sono i limiti e le possibilità di sviluppo di Art Bonus? 

Come in tante cose, anche in Art bonus è presente “l’altra faccia” della medaglia. Nonostante sia un provvedimento che ha portato e continua a portare diversi vantaggi all’universo culturale italiano, allo stesso tempo, per motivi di copertura finanziaria, la legge Art Bonus riguarda soltanto il patrimonio culturale di appartenenza pubblica (anche affidato a soggetti privati). Comprende solo una serie di categorie di enti privati dello spettacolo, oltre che alcune fondazioni di diritto privato per il sostegno a musei aperti al pubblico, purché costituite da una maggioranza di soggetti pubblici e con una collezione di appartenenza pubblica. 

Uno sviluppo interessante potrebbe essere quello di riconoscere questo credito anche per le erogazioni effettuate a sostegno dei giovani artisti italiani e delle gallerie e luoghi di esposizione non pubblici. 

Sarebbe davvero importante promuovere maggiormente questo strumento, che potrebbe rivelarsi decisivo soprattutto in un momento come questo, in cui cultura, arte e spettacolo soffrono di una crisi profonda e rischiano di essere lasciati indietro, quando invece rappresentano dei fattori indubitabilmente strategici per la crescita del nostro paese. 

Immagine di copertina:
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Nata nel 1999 a Genova, studentessa fuori sede a Milano. Ascolta e osserva molto, ma a volte non le basta, quindi scrive. E ha scoperto che le piace molto. Crede fortemente nel binomio cultura-economia e nella possibilità di perfezionarlo nel tempo.

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