Sentirsi a Genova

5 cose da fare per sentirsi a Genova ovunque siate

Un breve elenco di attività banalissime pensate per compiacere quella nostalgia di Genova che non ammetteremmo nemmeno a noi stessi.

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In questi giorni di reclusione forzata impariamo a dare importanza al luogo in cui siamo, al vissuto che porta con sé, ai motivi che hanno determinato la nostra scelta di stare in un posto con determinate persone o alla concatenazione di eventi inattesi che ci ha portato a rimanere per lungo tempo in un luogo che non abbiamo scelto.

Personalmente quando metto il naso fuori dalla finestra mi sento terribilmente fortunata perché in lontananza vedo e sento il mare, perché il cielo qui ha un colore diverso dal grigio perenne (tristemente familiare a chiunque abbia vissuto almeno un mese in pianura padana), perché in centro storico è ben difficile sentirsi soli, anche volendo. I vicoli hanno una loro voce che – per quanto smorzata ormai da giorni – non si zittisce mai del tutto e, anche se in maniera a volte fastidiosa e troppo invadente, tiene compagnia.

Un po’ inevitabilmente il pensiero corre a tutti gli amici sparsi per il mondo per vari motivi: chi si sta bruciando un semestre all’estero chiuso in casa, chi vive in un altro continente e non ha intenzione di iniziare un viaggio transoceanico senza essere sicuro di poter ritornare, chi non può permettersi di spendere tutto lo stipendio per prendere uno degli ultimi ambitissimi voli.

Dalle conversazioni con questi amici nasce l’idea di un elenco: alcune attività banalissime che possano compiacere quella nostalgia di Genova che non ammeteremmo nemmeno se incalzati dalla mamma.

1. Fare la focaccia al formaggio

Questo non è un blog di cucina e io sono quanto di più distante da una cuoca si possa immaginare. Eppure questa ricetta (qui il link) è talmente semplice che basta conoscerla in maniera approssimativa, recuperare 5 ingredienti e avere un forno per fare una scorpacciata che vi farà sentire a casa e, nel migliore dei casi, garantirvi la fama di chef italiano all’estero. 

2. Pensare all’itinerario ideale da proporre a una persona che viene a Genova per la prima volta

A chiunque è capitato di ospitare amici foresti e non sapere cosa proporre per dare la possibilità di apprezzare una città come Genova che difende gelosamente la sua bellezza e mette facilmente a dura prova prima di ottenere l’approvazione di chi non la conosce. Ecco la possibilità di trasformare questa quarantena in un’occasione per reinventarvi ciceroni della vostra città: piazze nascoste, botteghe storiche, scorci di mare… dove portereste una persona che non conosce Genova? Siate precisi, immaginate di avere una sola giornata a disposizione per mostrare il meglio: sbizzarritevi ora che avete il tempo di organizzare tutto nei minimi dettagli!

3. Guardare I manezzi pe majâ na figgia con Gilberto Govi e improvvisarsi genovesi doc

Genova è una città di porto, una città di passaggio e andirivieni quindi non deve stupire il fatto che il dialetto genovese non si sia conservato e sia ormai per lo più sconosciuto a chi ha meno di 60 anni. Fortunatamente il buon Gilberto Govi parla un genovese molto italianizzato: vi basterà guardare 10 minuti de I manezzi su YouTube per farvi venire una còccina da fare invidia ai vostri bisnonni. Non abbiate timore: siete soli in casa potete esercitare il vostro nuovo accento genovese senza paura che vi diano dei grebani

4. Fare un elenco dei 5 migliori posti in cui mangiare la focaccia

Liti familiari memorabili si sono scatenate per divergenze incolmabili in tema di focaccia. Finalmente avete l’occasione di definire la vostra Top5 in materia e, una vola tornati, zittire gli avversari con elaborate motivazioni manco Carlo Cracco. Strumento utile da sfruttare anche per il punto 2.

5. Guardare La bocca del lupo (2009) di Pietro Marcello

Chiudiamo in bellezza con un documentario – vincitore di Torino Film Festival, David di Donatello, Bobbio Film Festival e tantissimi altri riconoscimenti – che vi farà sentire davvero di nuovo a casa, tra “vicoli e pericoli” come recitava una bella scritta su un muro da tempo ahimè cancellata. La storia di Enzo – personaggio celebre del centro storico – cruda e commovente nel suo essere vera racconta una Genova in evoluzione, animata e capace di ripensarsi nei suoi posti più nascosti e considerati meno belli, solo perché più difficili da capire e apprezzare. Link alla scheda del Film

Adesso, ovunque siate, non vi resta che spuntare la lista o magari allungarla…

Immagine di copertina:
Federica S.


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Accanita spettatrice teatrale, cinefila e amante delle storie ben raccontate, poco importa se sotto forma di romanzo, danza o poesia. Una laurea in lettere e spettacolo le ha permesso di coltivare la sua passione smodata per la performance. Grazie a «Birdmen Magazine», di cui è caporedattrice, le capita raramente di stare a lungo nello stesso posto.

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