Villetta Di Negro

3 buoni motivi per riscoprire Villetta Di Negro

Tre validi motivi per riscoprire Villetta Di Negro e ricordare un parco in festa nel cuore di Genova

94 views
6 min

Che fare in questa bizzarra fase post quarantena in cui cinema e teatri sono ancora chiusi, concerti e festival sono vietati e andare al mare è una di quelle tante azioni che puoi compiere solo con l’incertezza di essere accusato di irresponsabilità da un momento all’altro?

Un’idea potrebbe essere riscoprire alcuni luoghi genovesi poco frequentati e spesso, purtroppo, anche poco valorizzati. Villetta Di Negro è uno di questi. 

Oggi Villetta, nonostante sia un parco nel centro di Genova, con spazi estremamente vari, alberi secolari e vista panoramica, è frequentata quasi esclusivamente da persone che portano a spasso il cane nel tardo pomeriggio e da abitudinari visitatori che alcune simpatiche recensioni su Trip Advisor definiscono “vandali” intenti a “bivaccare nel degrado”.

Chi ha scritto le recensioni in questione evidentemente non sa che a Villetta si può stare solo “fino al fischio del vigile” come avverte chiaramente il cartello all’entrata di Salita Battistine (che ben si guarda dal citare un orario, così la suspense di rimanere chiusi dentro è sempre presente).

È vero però che da diversi anni il parco è ormai una chicca abbandonata, davvero impossibile da apprezzare (fortunatamente) per gli amanti del decoro urbano. Lavori in corso interminabili, moria di tartarughe e cura della vegetazione ridotta al minimo indispensabile possono scoraggiare anche chi, come la sottoscritta, ama Villetta e ricorda un periodo in cui si riempiva di vita e svelava tutte le proprie potenzialità.

Tutto più allegro a Villetta Di Negro è lo spirito con cui per anni il parco pubblico nel cuore di Genova si è aperto alla città grazie al progetto di recupero portato avanti dalle scuole della zona: il liceo artistico Paul Klee, la scuola media Bertani, la scuola elementare Giano Grillo e l’asilo Bertani.

Iniziato nel 2000 e durato forse troppo poco il progetto di recupero ambientale Di Negro/Battistine ha permesso a tantissimi bambini, insegnanti e genitori di scoprire questo parco come luogo di incontro, gioco e confronto. Ogni anno, infatti, a fine maggio Villetta per diversi giorni si trasformava in un colorato laboratorio didattico all’aperto: recite, merende collettive, danze, giochi a squadre, spazi dedicati alla lettura, visite guidate e attività organizzate dagli studenti del liceo per i bambini più piccoli.

Oggi Villetta è molto meno festosa e frequentata, ma non per questo meno bella: ecco allora tre motivi per tornare a fare due passi in questo parco ingiustamente sottovalutato. 

  1. Mille itinerari possibili

C’è l’imbarazzo della scelta dovendo decidere che percorso fare a Villetta: tre ingressi diversi, itinerari tra le grotte artificiali, giardini a più livelli a cui si accede in maniera inaspettata e tante possibili stradine alternative che rendono davvero piacevole il saliscendi tipicamente genovese. Vi troverete a domandarvi se davvero non eravate già passati davanti a quella voliera, accanto a quella aiuola o vicino a quella cascata (l’unica esistente in un parco in centro a Genova!). 

  1. Una lunga storia

Ugo Foscolo, Alessandro Manzoni, Honoré de Balzac, Friedrich Nietzsche e Stendhal (Genova con gli occhi di Stendhal): questi sono solo alcuni dei personaggi che visitarono la Villa e il parco fondati dal Marchese Giancarlo Di Negro nel 1802. Il Viale dei busti commemora ancora oggi alcuni celebri genovesi e in alcune occasioni è possibile accedere ai sotterranei esistenti all’interno della collina e utilizzati durante la seconda guerra mondiale. Il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone con la sua vasta collezione di statue, armature e maschere teatrali completa il patrimonio culturale di Villetta. 

  1. Rarità botaniche

Il parco di Villetta di Negro nacque inizialmente come giardino botanico e negli anni si è trasformato prima nella sede del Museo di Storia Naturale con zoo annesso (come ci ricordano le grandi voliere ancora presenti) e poi in Museo di Archeologia e Geologia. Oggi nel parco si trovano due platani monumentali di circa duecento anni e tre sequoie risalenti al 1870, ma antichi visitatori illustri parlano di piante esotiche e splendidi roseti che coloravano i giardini all’italiana. 

Questi naturalmente sono solo alcuni dei tanti motivi per andare a fare due passi a Villetta di Negro e chissà che passeggiando tra alberi monumentali e voliere vuote non nasca un’idea per ridare vitalità a questo parco così particolare e poco conosciuto.

Immagine di copertina:
Corvetto Place (Acqua Sola) (i.e. Piazza Corvetto, Acquasola Park), Genoa, Italy.
Foto di The Library of Congress from Washington, DC, United States.


Scrivi all’Autore

Vuoi contattare l’Autore per parlare dell’articolo?
Clicca sul pulsante qui a destra.
Oppure scrivi un commento nel form qui sotto.


Accanita spettatrice teatrale, cinefila e amante delle storie ben raccontate, poco importa se sotto forma di romanzo, danza o poesia. Una laurea in lettere e spettacolo le ha permesso di coltivare la sua passione smodata per la performance. Grazie a «Birdmen Magazine», di cui è caporedattrice, le capita raramente di stare a lungo nello stesso posto.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo Precedente

L'orizzonte si sposta sempre più in là, poco alla volta

Sapone
Prossimo Articolo

FONDO BRUNO | Il sapone nel menù del Conte

Ultimi Articoli in Medium